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Spezia-Juve: de Ligt e Chiesa super, Bentancur è un disastro

Il “giudizio di dio” al termine della sfida vinta dalla Juventus a La Spezia

Spezia-Juve: il meglio e il peggio della gara di ieri sera tra cinema e letteratura.

SZCZESNY 6.5 – Serata tranquilla legge Capitan Miki contro Magic Face e quando c’è da parare lancia l’albo sul prato. Poi riprende tranquillo a leggere.

DANILO 5 – In formato Alex Britti: un grandissimo chitarrista che suona canzonette e osserva gli altri suonare e segnare.

BONUCCI 6 – Avete presente uno di quei film di Netflix senza lode e con qualche infamia? Ieri sera ha puntato tutto sugli effetti speciali e poco sulla trama, perdendosi Antiste.

DE LIGT 7 – Tra corto muso e le vittorie di chiappe, lui si riprende il posto. Se si hanno problemi con ciò che legge in settimana è un conto, ma prescindere da lui è follia

DE SCIGLIO 5 – Anche i compagni di squadra ormai lo chiamano De Scoglio, perché non si muove.

ALEX SANDRO 6 – Anche se non sembrava Capitan America non fa rimpiangere De Sciglio

BENTANCUR 4 – Inutile come una telenovela: tutto non si risolverà alla prossima puntata.

LOCATELLI 6 – L’uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto; il Federico Moccia della Juve, anche se non vincerà mai il premio strega.

RABIOT 5 – Fuori luogo come il tipo di campagna che arriva in città, ma il convento della monaca di Monza può offrire solo questo e allora gioca.

CHIESA 7.5 – È giocatore di altro pianeta. Il secondo tempo è da premio nobel per la tenacia, e non può rimanere fuori. Difendere? Ma si difenda lei.

KULUSEVSKI S.V. È entrato.

DYBALA 6 – MAh! Sembra il libro fuoco su Napoli, di Ruggero Cappuccio. Due idee interessanti, legate insieme a lunghe passeggiate sul terreno di gioco, quasi a osservare gli altri giocare. Solo colpa del contratto?

MORATA 6 – Alla fine il suo lo fa e, al termine di una partita indegna si porta a casa il risultato. Siamo dalle parti di Bambola, la cui unica cosa positiva era vedere Valeria Marini svestita, ma incapace di recitare.

KEAN 6.5 – Non è l’impegno a mancare, ma il senso; come quando si acquista un libro per la copertina e ci si rende conto che la copertina era quella di un altro libro.

ALLEGRI 5 – Continua a leggere parecchie riviste mentre è in panchina; cavallo magazine, ippica oggi e la teologia nei film di Sasha Grey. Ma alcune cose non le doveva avere già comprese?

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Si naviga a vista senza capire dove si va. Però si vince uno scontro diretto. Non capisco se Allegri abbia capito quali materiali abbia, ma speriamo che in un altro mese ci riesca. Arrivabene, invece, chiede a Nedved dove si possono calcolare i secondi di più stop.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni