Scommessopoli presto sentiti Pepe e Stellini, il tabaccaio di Parma e Buffon replicano ai media

Chiuso il dibattimento, dal prossimo venerdì la camera di consiglio della Commissione Disciplinare esaminerà le posizioni degli imputati nel primo procedimento sportivo sul calcioscommesse. I verdetti sono attesi all’inizio della prossima settimana, mentre nel contempo saranno in pieno svolgimento gli interrogatori che porteranno ai deferimenti per il secondo processo sulle presunte partite truccate. La procura della Figc convocherà tutti i tesserati e gli ex che sono stati tirati in ballo dal filone barese dell’inchiesta. Le audizioni cominceranno domani per finire il 14 giugno: nel mirino del pool di Palazzi 8 partite del Bari del campionato 2010/11 e tra i convocati ci sarà anche lo juventino Simone Pepe tirato in ballo per Udinese-Bari del 9 maggio 2010 e il vice di Conte Stellini. Dopo la metà di giugno, invece, la procura si dedicherà agli atti di Cremona non entrati nel primo processo e quindi alle audizioni, fra gli altri, del presidente del Siena Mezzaroma e di Antonio Conte.\r\n\r\nIntanto, a ‘La Stampa’ ha parlato oggi Massimo Alfieri, tabaccaio di Parma al centro di alcune indagini per presunte “puntate anomale”. “C’era mia figlia piccola, quando mi hanno detto della perquisizione… Si immagini che situazione. Ero lontano e non riuscivo a capire. È stato tremendo. Davvero. Non sono abituato a cose del genere”, ha spiegato l’uomo all’ingresso dello studio del suo avvocato. L’ipotesi di reato è frode sportiva: “Non esiste – continua Alfieri – in queste pagine si parla di calcio, ma il calcio rappresenta poco più del 5% del nostro giro d’affari. La nostra ricevitoria ha un flusso di scommesse importante, ma ci dedichiamo soprattutto agli sport minori… Posso spiegare qualunque movimento. Sono tranquillo. Quanto a Gigi Buffon, è un’altra cosa che non esiste e mi amareggia. Siamo amici. Mi sono occupato di alcuni acquisti per lui. E proprio il fatto che mi abbia girato degli assegni (sarebbe quantomeno stupido scommettere ‘clandestinamente’ usando assegni tracciabili, ndr) dimostra l’assoluta buona fede dell’operazione. Tutto a prova di fraintendimenti”. Gli fa eco il suo legale, avvocato Gilberto Lozzi: “Finora non abbiamo ricevuto convocazioni da parte della Procura, siamo in attesa. La ricevitoria movimenta importi rilevanti. Ma pochi soldi, percentualmente, sul calcio”.\r\n\r\nCi mette il carico l’avvocato Marco Valerio Corini, che cura gli interessi di Gianluigi Buffon, che a ‘Tuttosport’ ha spiegato:\r\n

Non esiste nessun procedimento a carico di Buffon, né sotto il profilo penale, né sotto quello sportivo. Vale la pena ricordarlo, visto che dopo l’impatto mediatico avuto in questi giorni sembra che Gigi sia al centro di un processo. Anzi, stando alle ultime dichiarazioni delle varie procure la sua posizione non risulta di essere di alcun interesse per la magistratura. La storia della tabaccheria? Si tratta di un’informativa che si riferisce al 2010 e che gli inquirenti di Cremona avevano ricevuto circa sei mesi fa dalla Procura di Torino. In questi sei mesi, né la Procura di Torino, né quella di Cremona hanno indagato Buffon. Al momento, quell’informativa è stata solo resa pubblica… Non c’è niente di illegale e se un magistrato fosse mai interessato a conoscere i dettagli di quei movimenti, Gigi è pronto a spiegare. Buffon non è stupido e conosce molto bene i regolamenti, quindi non ha mai scommesso su partite di calcio. Nell’informativa c’è scritto: Non è possibile escludere a priori che Buffon abbia posto in essere un’intensa attività finanziaria legata al mondo delle scommesse sportive. E vale la pena sottolineare che la formula non è possibile escludere a priori si può applicare virtualmente a qualsiasi cosa. Tant’è che\r\nquell’informativa non ha avuto seguito. Gigi è sconcertato per quanto è successo. E molti dovrebbero interrogarsi. Non solo è stata calpestata la privacy, ma è stato innescato un processo mediatico che non corrisponde a un processo reale. Di solito c’è un avviso di garanzia, un’indagine e in seguito a quello si scatena il meccanismo dei media. Oggi mi trovo nella paradossale situazione di giornalisti che mi chiamano per sapere se è arrivato l’avviso o se è scattata un’indagine. E’ folle….

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Pubblicato da
Alberto Zamboni