Interviste

Sarri non ha fretta: “Per lo scudetto c’è tempo fino al 2 agosto”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri alla vigilia di Juventus-Sampdoria

Maurizio Sarri domani si gioca un altro match point scudetto: alle 21:45 all’Allianz Stadium andrà in scena Juventus-Sampdoria, una gara che in caso di vittoria assegnerà finalmente lo scudetto ai bianconeri. La Samp è ormai con la testa in vacanza, eppure questa Juve fa paura di più ai suoi tifosi che agli avversari. “Vediamo in tutte le partite la possibilità di portare a casa i punti, abbiamo fino al 2 agosto per arrivare all’obiettivo, domani è una possibilità, dobbiamo affrontarlo, come ho già detto, andarci vicino costa zero”, esordisce Sarri, che poi sottolinea come in questo periodo sia molto difficile allenare i calciatori, giocando ogni tre giorni.

“Non stiamo facendo nessun tipo di preparazione – risponde – giochiamo ogni 72h, la gara di domani la prepariamo domattina, oggi ancora qualcuno avrà bisogno di recupero, non c’è nessuno che sta lavorando da un punto di vista fisico se non dal punto di vista individuale, calciatori che sicuro staranno fuori. Con sole 72 ore di tempo non si possono fare lavori specifici. L’aspetto fisico è uguale per tutti, poi caricare una partita dal punto di vista nervoso, caricarla e ricaricarla dopo tre giorni non è automatico né semplice, abbiamo perso ordine in eccesso e questo è anche un segnale positivo, abbiamo difeso in avanti anche quando non c’era la necessità di farlo. A volte – sottolinea ancora – abbiamo perso ordine per passività, stavolta siamo andati in eccesso”.

Esattamente come l’anno scorso, la Juventus è arrivata alla fine della stagione con la rosa falcidiata dagli infortuni. Eppure sembrava fosse solo tutta colpa di Allegri e del suo staff atletico… “Preoccupato? No, tutte le stagioni sono diverse, la Juve ha tanti infortunati da qualche anno ma è difficile trovare una causa comune, ci sono stati anche infortuni traumatici a cui si può fare poco. Chiellini è tornato a correre ieri, Higuain ieri si è allenato a parte e oggi proviamo a rimetterlo in gruppo, De Sciglio dalla prossima settimana. La situazione è tipica di una squadra che ha fatto tante partite, ma non drammatica, siamo pronti ad ovviare”.

Gli fanno notare che le rimonte la Juventus le ha subite anche prima del lockdown, nonostante Sarri abbia dato proprio ai tre mesi di stop le responsabilità nei giorni scorsi. Ecco la controreplica del mister bianconero: “In questo momento bisogna avere riferimenti molto diversi rispetto a un periodo normale della stagione, sono all’ordine del giorno in quasi tutte le partite, ci sono componenti che rendono campionato e risultati atipici. Ci si gioca la stagione a luglio – insiste – non era mai successo nei passati 100 anni. Noi possiamo e dobbiamo essere più solidi, in questo momento non c’è modo di lavorare molto, dobbiamo tenere la testa libera con grande determinazione e pensare a domani, non credo la squadra abbia mollato, a Udine abbiamo fatto un errore di eccesso, di voglia, non di mancanza di voglia. Momento difficile, ma dobbiamo trovare la forza di andare all’obiettivo e la troveremo sicuramente”.

Quanto alle voci sul mercato e sulla necessità di acquistare giocatori consoni al suo gioco, Sarri evidenzia: “Devo essere io ad adattarmi alle caratteristiche dei giocatori. Non puoi arrivare in una squadra e comprare 25 giocatori – argomenta – devo adattare il mio modo di giocare alle caratteristiche dei giocatori, sennò allenerei me stesso. Pensare alla Champions? Non penso, non lo voglio, la Champions è una competizione affascinante ma una squadra si valuta sul campionato secondo me, è la competizione più indicativa. Abbiamo 7-8 giorni da dedicare solo al campionato senza nessun secondo pensiero”.

Sarri: “E’ il campionato più difficile della storia”

L’atteggiamento è stato il primo errore compiuto nelle ultime partite: contro l’Udinese sembrava fosse il trofeo Birra Moretti per i giocatori della Juve. “Atteggiamento? Deve essere di equilibrio, leggere le situazioni, a volte in campo c’è la situazione per poter andare in avanti, altre volte no e bisogna stare ad attendere gli avversari. A Udine ci siamo scomposti e allungati per andare sempre in avanti, cosa che a me piace anche. Poi bisogna leggere meglio azione e situazione ma questo tipo di mentalità mi piace”. Comunque sia, il voto che Sarri dà alla squadre rimane alto: “Do un buon voto, è il campionato più difficile della storia del calcio italiano, c’è un capovolgimento delle graduatorie, ci sono difficoltà enormi per tutte le squadre, essendo dentro a un campionato di così difficile interpretazione – concludo – credo la squadra abbia fatto bene, poi ci sono margini di miglioramento sempre e comunque”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni