Prisma-Juventus, a Roma si ricomincia: le novità

Il caos attorno all’indagine Prisma che ha coinvolto la Juventus negli ultimi mesi non accenna a fermarsi, nemmeno con l’ultima decisione della Corte di Cassazione di spostare la sede del processo da Torino a Roma per motivi di competenza territoriale. La scelta del trasferimento della sede processuale è dovuta infatti alla posizione dei server che hanno trasmesso i dati relativi ai bilanci, che si trovano proprio nella Capitale. Quello che ci si chiede però è come cambierà ora lo svolgimento, che vedrà l’intero iter ricominciare praticamente da zero a fronte del precedente già ben avviato e in via di definizione negli scorsi mesi.

Prisma-Juventus, i due precedenti favorevoli ai bianconeri

Prisma Juventus
(Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

A spiegare in maniera dettagliata quali potrebbero essere gli scenari futuri relativi alla definizione dell’indagine Prisma, ora spostata a Roma da Torino, ci ha pensato l’avvocato Mattia Grassani esperto dell’argomento al Corriere dello Sport. Secondo il legale, sarà complicato prevedere cosa succederà da qui ai prossimi mesi a causa delle tempistiche lunghe di un processo che ripartirà inevitabilmente da zero, ma ci sono due precedenti che possono far sorridere tutto l’ambiente bianconero.

Il primo, più recente, risale all’agosto scorso quando il Tribunale di Bologna si espresse relativamente all’operazione legata al passaggio di Riccardo Orsolini dalla Juventus al Bologna del 2019. In questo caso infatti la giustizia si espose a favore dell’archiviazione, concordando con difesa e accusa la mancanza di elementi validi a sostenere la presenza di alcun illecito. Il secondo precedente risale invece al 2007, quando il Tribunale di Roma assolse Franco Sensi e Sergio Cragnotti dall’accusa di illecito relativo ad alcune operazioni messe a segno dai due presidenti.