Interviste

Pogba: “Real? Ora penso solo alla Francia”

Paul Pogba nuovamente al centro di indiscrezioni di mercato. Il centrocampista francese della Juventus, in queste ore è stato accostato al Real Madrid, anche se la stampa nazionale e internazionale si è divisa sull’entità e la concretezza dell’offerta madridista. Raggiunto nel ritiro della nazionale francese da Espn, il ‘Polpo’ ha dichiarato di essere concentrato al massimo sulla prima partita degli Europei casalinghi: “Real Madrid? Io sto pensando solo alla prossima partita, agli Europei e alle vacanze che ci saranno dopo”.\r\n\r\nInsomma, del futuro non vuole parlarne ma presto, come ogni estate, dovrà per forza di cose fare i conti con le offerte provenienti da ogni dove. Alla fine del campionato, Pogba aveva ribadito di voler ancora vincere con la Juventus, ammettendo di voler puntare soprattutto alla Champions League. Normale, ora, con il mercato che pian piano va in fibrillazione, dribblare le domande e non chiudere nessuna porta. Quando al suo passato, il ‘Polpo’ ricorda il suo addio al Manchester United: “Ferguson è un allenatore che rispetto molto – ammette – , ma io sono il tipo che dice quello che pensa, a prescindere che davanti ci sia Ferguson o Obama. Ferguson voleva che rimanessi ma ho deciso di andare via”.\r\n

Pogba: “Calcio italiano molto duro”

\r\nIl trasferimento alla Juve è stata la svolta della sua carriera: prima con Conte, poi con Allegri, Pogba è migliorato molto, stagione dopo stagione: “Si lavora molto dal punto di vista fisico e tattico – sottolinea – , rispetto all’Inghilterra le sessioni sono più lunghe. Forse il campionato italiano non è il migliore d’Europa ma è il più duro. Giocare contro una squadra italiana è più difficile che negli altri campionati. Le italiane non segnano molti gol ma non ne concedono nemmeno molti”.\r\n\r\nA Vinovo ha avuto la possibilità di allenarsi con tanti campioni e da ciascuno di loro ha potuto imparare qualcosa: “Da Pirlo ho imparato la calma, la fiducia, poteva sbagliare un passaggio ma non importava, era sicuro che avrebbe indovinato quello successivo. Poteva decidere le partite e mi piacerebbe essere decisivo come lui. Nedved, invece, mi consiglia a fare di più in allenamento, a lavorare sulle punizioni, sui rigori, sul mio sinistro”.\r\n\r\nIl songo di Paul è sempre lo stesso: migliorare per poter dire un giorno di essere il migliore di tutti: “Il centrocampista moderno deve sapere fare tutto: difendere, attaccare, segnare, fornire assist, recuperare palloni, essere un leader in campo. Alla Zidane? Anche alla Ronaldo, alla Ronaldinho, alla Messi, alla Iniesta. Vorrei prendere qualcosa da tutti e arrivare a un livello dove poter avere tutto, essere nello stesso tempo Vieira, Deschamps, Zidane, Ronaldinho, Henry, Ronaldo. Non penso di essere un grande, penso di non aver fatto ancora nulla nel calcio. Ho vinto dei campionati ma non ho vinto la Champions, la Coppa del Mondo, gli Europei. E vincere Euro2016 in Francia non sarebbe male. Voglio diventare un grande e vincere tutto, voglio che fra trent’anni la gente guardi i miei video su Youtube come fa oggi con Maradona e Pelé. Quando dico che voglio diventare una leggenda, alcune persone mi danno del presuntuoso ma per me è una sfida, un desiderio, un sogno. Non dico che ci riuscirò – conclude – ma è quello che voglio”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni