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Interviste

Pirlo: “Meglio perdere attaccando che difendersi in area”

Andrea Pirlo non disconosce il suo credo nonostante l’esonero dalla Juventus: “Meglio perdere con il 90% di possesso che difendere”

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Andrea Pirlo rilascia una lunga intervista a The Athletic e spacca nuovamente la tifoseria della Juventus tra “belgiochisti” e “risultatisti”. “Guardiola lo ha dimostrato per anni: se non controlli il gioco – afferma l’ex tecnico bianconero ora senza panchina – è molto difficile per te vincere. Ci saranno partite in cui hai il 90% di possesso palla e dove perdi sull’unico tiro in porta, ma io preferisco perdere così piuttosto che passare l’intera partita a difendere in area, cercando di segnare in contrattacco”. Insomma, come disse tempo fa anche Maurizio Sarri, arrivare secondi non è proprio un male, se lo si fa proponendo un calcio gradevole. Una considerazione che però cozza con il dna Juve, che è quello di perseguire la vittoria, in modi diversi cercando di massimizzare gli sforzi e i calciatori a disposizione.

Pirlo: “Alla Juve esperienza intensa”

Un anno di Juve e di partite dominate ma perse in modo abbastanza banale, potrebbero rappresentare la controprova, ma tornando sulla sua esperienza alla Juve, Pirlo evidenzia: “Ho imparato molto. È stata la mia prima esperienza da allenatore ed è stata intensa. Abbiamo iniziato la stagione con una sola amichevole – ricorda – È stato tutto molto veloce, abbiamo giocato ogni tre giorni, senza tifosi… È stata dura per la squadra di adattarsi a qualcosa di nuovo. La cosa più importante è sempre stata recuperare”.

“Per vincere bisogna segnare e difendere”

Parlando dell’Italia di Mancini, poi però Pirlo sottolinea l’importanza del difendere bene: “È stata un’estate magnifica. Non c’è gioia più grande che vincere con la Nazionale. Mancini ha fatto un ottimo lavoro. Italia aveva un’identità e giocava quasi da club. Il calcio non cambia mai. Ci sono due obiettivi: segnare e difendere – ammette – Non cambierà mai”.

Infine, una battuta sul suo futuro: Pirlo inizierà una sorta di tour per accrescere il proprio bagaglio di conoscenze. “Andrò a Parigi e anche a Manchester. Sono pronto per una nuova avventura”, conclude.