Pazzini vicino all’Inter: il tentativo disperato di Marotta

Cose da “Pazzo”, ma lo slogan appare quasi scontato. Meno prevedibile, nel calcio ai tempi del bancomat a prelievo controllato, pensare che l’Inter si spingesse così in alto: per avere subito Pazzini, Moratti ha offerto 11 milioni, Biabiany e la metà di due giovani nerazzurri: Caldirola e il romeno Alibec. Totale? Per l’Inter fanno 20 milioni, che in tempi di fair-play finanziario (la storia del bancomat, per capirci) è un’offerta importante. La somma, spiegano i collaboratori di Moratti, si raggiunge addizionando 11 milioni cash, altri 8 per Biabiany e un milione per la comproprietà dei due ragazzotti. Non è d’accordo la Sampdoria, che valuta Biabiany 6 milioni, che preferirebbe non avere altre giovani contropartite e comunque non vuole prescindere da 14 milioni. Così oggi ci si rivede, è in programma un nuovo incontro. Si tratta, con l’Inter che è convinta di avere già in pugno l’attaccante, con Pazzini che resta a guardare (ieri sera in tribuna al Ferraris), ma sa che ormai è questione di dettagli. Garrone, in mattinata, taglia corto: «No, di Pazzini non parlo». Poi aggiunge: «Che vi devo dire? Mancano cinque giorni alla chiusura del mercato». Oggi sono quattro, c’è un’offerta di 20 milioni e una pista che torna d’attualità. La pista è quella della Juventus, ma per capire come andrà a finire bisogna prima entrare nei dettagli delle strategie blucerchiate. Il comitato strategico della Samp (il presidente Riccardo Garrone, il figlio Edoardo, Giovanni Mondini e Antonio Guastoni) sta valutando l’ipotesi. Non sono stati loro a mettere Pazzini sul mercato, c’è stato un assalto dell’Inter. Deve essere ceduto? Si può discutere, ma tanto valeva farlo nel mercato estivo. Per il bilancio (sacrosanto baluardo di ogni società responsabile) non cambia nulla. Si ragiona sull’anno solare, venderlo ora o a giugno non fa differenza. Non fa differenza per i conti, altro capitolo quello della competitività della squadra. Primo: la Sampdoria poteva crescere e Pazzini è un elemento «fondamentale» lo dice pure Di Carlo. Non tanto per la possibilità di centrare un particolare obiettivo (anche se l’Europa League resta a portato di classifica), ma perché una squadra competitiva aumenta comunque il valore dei suoi giocatori. E anche quello di Pazzini.\r\n\r\nVenderlo a 20 milioni è un affare? Pazzini ha 26 anni, è uno degli attaccanti della Nazionale. Venderlo a 20 milioni sarà un affare, soprattutto in tempi di fair-play finanziario, la Juventus pagò il brasiliano Amauri 23 milioni. Eccoci al punto. Tutte queste valutazioni sono quelle d el presidente Garrone e del comitato strategico del suo club. C’è dell’altro, sono cose che frullano pure nella testa della Juventus. Beppe Marotta non può acquistare ora il giocatore. Ma vorrebbe farlo a giugno. Pronto a offrire una cifra superiore ai 20 milioni. Non è solo un’idea, ma è un’ipotesi che Marotta (con buona probabilità) ha fatto sapere alla Samp e al suo attaccante. Pazzini è un “pupillo” di Marotta, fu il dg bianconero a stipulare con l’attaccante il primo contratto da professionista, all’Atalanta. Ma è anche un’idea che la Juventus ha comunicato alla Sampdoria, parlando con Antonio Guastoni, ascoltato commercialista della famiglia Garrone.\r\nPer questo la Sampdoria ha preso un altro giorno di tempo, per questo l’Inter sa che l’incontro di oggi deve essere decisivo. E i dirigenti nerazzurri dovranno arrivare all’appuntamento con argomenti decisamente convincenti. Pare che gli argomenti ci siano, che l’offerta di Moratti sia pronta a salire ancora, perché Garrone non ha nessuna intenzione di far sconti al collega petroliere.\r\nInsomma, l’inserimento della Juventus pare ormai tardivo e soprattutto difficile da valutare, senza che da Torino arrivi un’offerta concreta. Resta una notte per decidere, con Pazzini sempre più vicino alla Milano nerazzurra. Dicono che già stasera potrebbe arrivare a Milano, che domani potrebbe essere presentato ufficialmente.\r\nResta la reazione della tifoseria blucerchiata, alla quale il presidente Garrone aveva detto che non «avrebbe venduto i suoi gioielli». Tifosi che ieri, prima di fischiare il «traditore» Cassano, hanno alzato uno striscione: «Con Macheda e Maccarone rafforziamo lo squadrone».\r\n\r\n(Credits: ‘Il Secolo XIX’)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni