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Paredes, il gol cambia lo scenario: “Sono felice qui”

L’argentino ha segnato la sua prima rete con la maglia della Juve e ha giocato un’ottima partita con il Lecce. Ma la società…

Il gol al Lecce ha rivitalizzato Paredes. L’argentino ha segnato il suo primo gol alla Juve dopo un’annata di grande difficoltà. Nel rush finale vuole essere decisivo per guadagnarsi il riscatto, anche se la società ha già deciso.

Contro il Lecce è stata una giornata di prime volte o quasi. La Juve è tornata alla vittoria dopo oltre un mese di digiuno, Vlahovic ha interrotto il suo dopo quasi due mesi e Paredes ha segnato il suo primo gol con la maglia bianconera. E ora si riaprono i discorsi sul futuro dell’argentino.

Paredes, un gol per il riscatto: “Spero di rimanere qui”. Ma La Juve ha già deciso

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

È stato fin qui sicuramente una delle delusioni più grandi di questa stagione della Juve. Per lui poi non c’è nemmeno l’attenuante degli infortuni, perché la sua condizione fisica è sempre stata ottimale. Leandro Paredes ha dato una risposta importante contro il Lecce, trovando il primo gol in bianconero e giocando finalmente una partita convincente. Anche Allegri lo ha esaltato a fine partita, con l’argentino che è tornato sull’episodio del litigio con il tecnico: “Le discussioni capitano in tutte le famiglie ma ora è tutto risolto” ha detto a DAZN.

E sulla sua permanenza ha voluto esprimere la sua posizione: “Io e la mia famiglia stiamo molto bene a Torino. Vivo la mia vita alla giornata ma spero di rimanere qui”. Dunque, si riaprono i discorsi per il riscatto dal Paris Saint-Germain. L’accordo con i parigini è già definito: 22.6 milioni per l’acquisto definitivo, con un massimo di altri 5 milioni aggiuntivi di bonus. Dalla Francia sono disposti anche a concedere uno sconto sul cartellino, ma la Juve difficilmente farà valere il suo diritto. A pesare è in particolare l’ingaggio da 7 milioni netti a stagione. Troppi per un calciatore che comunque durante la sua carriera ha dimostrato che la continuità non è di certo il suo forte.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni