Nedved: “Il lavoro è il segreto del successo. L’Inter? Non mi vedevo proprio. Che duelli con Gattuso e Torricelli”

Ospite di ‘DeeJay Chiama Italia’, la trasmissione radiofonica di Radio Deejay condotta da Linus, Pavel Nedved ha presentato il proprio libro “La mia vita normale” ed ha rivelato alcuni retroscena della sua gloriosa carriera in bianconero e non solo. Ecco gli spunti salienti trascritti dalla redazione di Juvemania.\r\n\r\nAMATISSIMO DAI PROPRI TIFOSI E ODIATISSIMO DAGLI AVVERSARI?\r\n“Facevo il mio lavoro la massimo. Forse per questo. Quando giocavo sentivo i tifosi avversari li sentivo eccome, certo, qualche insulto c’era sempre, a San Siro soprattutto. A volte stimola, a volte dispiace, perché pensi: non posso essere così odiato dai tifosi avversari!\r\n\r\nMI ALLENAVO DA SOLO, OGGI SI GIOCA TANTO E CI SI ALLENA POCO\r\n“Non solo in inverno, ma anche in estate. Mi allenavo da solo, credevo molto nel lavoro. Anche di inverno mi allenavo per conto mio e il lavoro che facevo da solo lo ritrovavo sul campo. Alla base di un professionista c’è un lavoro fisico, il professionista deve lavorare molto sul fisico. Anche se tecnicamente non mi sembra fossi messo male. Il lavoro paga sempre, prima o poi. E’ la cultura del lavoro, quella in cui io credo. Credo che i calciatori oggi dovrebbero allenarsi si più. In tutti gli altri sport ci si allena di più, ma nel calcio si gioca tanto e alle volte si lasciano indietro gli allenamenti”.\r\n\r\nL’EREDE BIONDO\r\n“Krasic? Mi piace tanto, spero faccia tanta strada con noi”\r\n\r\nROMA NEL CUORE\r\n“I tifosi laziali? Ho vissuto 5 anni fantastici, ho vinto anche uno scudetto, spero di aver lasciato un bel ricordo. Personalmente non ho nessun problema con i tifosi laziali. A Roma stavo all’Olgiata, ma mi sono trovato benissimo anche se in città andavo poco”.\r\n\r\nIL RIFIUTO ALL’INTER E NON SOLO…\r\n“L’Inter? Non nascondo niente, ma non mi piace parlare più di tanto di una cosa che poi non è andata in porto. Ho parlato con Mourinho e mi ha fatto molto piacere, però alla fine sono rimasto juventino. Non mi vedevo proprio con la maglia dell’Inter, anche se poi hanno vinto la Coppa Campioni. Il mio procuratore Raiola poi ha provato a piazzarmi dappertutto, anche a Dubai, ma non me la sono sentita”.\r\n\r\nRIMPIANTO CHAMPIONS\r\n“Il pallone d’oro in cambio della Champions? Farei lo scambio subito. Il calcio è uno sport di gruppo non individuale, meglio la Champions League che il Pallone d’Oro”.\r\n\r\nCARRIERA ‘FORTUNATA’\r\n“Chi scelgo tra tutti i compagni che ho avuto? Nessuno, ho giocato con tantissimi campioni e sono stato allenato da grandissimi allenatori. Sono stato fortunato e non me la sento di scegliere nessuno”.\r\n\r\nGATTUSO E TORRICELLI: CHE SFIDE!\r\n“L’avversario che mi dava più fastidio? Io in campo parlavo pochissimo, ma ogni tanto con Rino Gattuso avevamo scambi di opinioni, ma sempre nel massimo rispetto. Il giocatore che mi faceva più paura era Torricelli, andava come un treno”.\r\n\r\nI NUOVI INCARICHI\r\n“Non sono ancora operativo come dirigente ma solo come consigliere d’amministrazione. Do qualche consiglio visto che sono molto vicino al presidente. Il mercato? C’è uno staff molto valido, Marotta, Paratici e Del Neri sono molto capaci, il mercato compete a loro. Io sono lì per aiutare i calciatori e la squadra”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni