Moggi: “Moratti? Riecco l’immacolato per prescrizione”

Se fosse un film sarebbe… “Il ritorno dell’Immacolato”. Dopo le vittorie del post-calciopoli, il presidente dell’Inter Moratti non riesce a ‘digerire’ il digiuno e ritorna ad attaccare il Palazzo, al cui interno siedono gli stessi interpreti che gli hanno consegnato un triplete su piatto d’argento. Sulle vicende di questi giorni, oggi, è tornato Luciano Moggi che sul quotidiano ‘Libero’ scrive:\r\n

Rieccolo, l’Immacolato per prescrizione. Un rigore non concesso, come ce ne sono tanti, ha scatenato la reazione di Moratti, con un prologo antipatico che non si confà ad uomini di eleganza, come lui si ritiene. Quel vaffa all’arbitro non sta bene sulla bocca e nei gesti del presidente dell’Inter, non ci furono (mai) nella storia del primo Moratti, ci vien da dire quello vero. Per il successore è già (almeno) la seconda volta e siccome ci sono flash e video che lo documentano vogliamo proprio vedere se qualcuno della procura federale se ne accorgerà. Il patron interista ha dato la stura a trite e ritrite lamentele, poteva rimanere negli ambiti di un errore arbitrale ed invece ha esondato sulle litanie di sempre, a partire dal massimo dei suoi ragionamenti, «non vorrei ritrovarmi in situazioni del passato», salvo poi fare anche una grande furbata, da un lato l’attacco, con tanto di allusioni e insinuazioni, dall’altro a dire che «un complotto no, sarebbe troppo stupido, è solo incapacità».

\r\nPoi Moggi evidenzia i favori avuti dai nerazzurri quets’anno, di sicuro superiori in numero ai torti subiti: \r\n

E se è solo incapacità (degli arbitri) cosa c’entrano tutte le frasi pregresse? Un po’ di coerenza non guasterebbe, e serietà imporrebbe che Moratti si ricordasse anche del rigore negato al Catania sullo 0-0 oppure quando la sua squadra ha battuto la Samp con il gol risolutivo segnato in fuorigioco, e ancora, il gol del Milan annullato inspiegabilmente e il rigore non concesso per fallo di Samuel su Robinho, tutto ciò verificatosi durante l’ultimo derby. La sua tiritera è però a senso unico, vede i presunti torti subiti dall’Inter, sorvola puntualmente sui favori. La tecnica è sempre la stessa, il marcio è degli altri, mai suo, ed allora è utile dargli una ripassata per ricordargli lo scudetto che tiene in bacheca e non gli appartiene, le spiate e i dossieraggi illegali da lui ordinati a danno di chi gli dava fastidio, avendo pensato che fosse l’unico mezzo per far fuori chi sapeva costruire squadre più forti e lo batteva puntualmente sul campo, le accuse agli altri di maneggi, frequentazioni e telefonate, salvo poi a scoprire, scoperta di Palazzi, che sul punto lui, i suoi e l’Inter non erano secondi a nessuno e meritavano un processo per illecito sportivo, quello vero, non quello strutturale inventato per Calciopoli. Nel caso giunse puntuale la improcedibilità per prescrizione, prova provata di un angelo protettore sempre presente a favore dell’Inter, fin dall’epoca in cui, taroccato il passaporto di Recoba, uno dei suoi dirigenti dovette patteggiare personalmente una condanna davanti alla Magistratura, ma l’Inter non subì, come doveva subire, la perdita a tavolino di tutte le gare in cui aveva giocato il Chino. Storie curiose come se ogni qualvolta c’entri l’Inter la giustizia sportiva va in collasso e i tempi d’indagine s’allungano. Un fatto è certo, se la guerra tra Juve e Inter si è riaccesa, la miccia è di Moratti, e siamo perfettamente d’accordo con il “no comment” della Juve e la pubblicazione sul sito della relazione di Palazzi, per ricordare a chi soffre di smemoratezza che ci sono carte che cantano.

\r\nInfine, una stoccata ai media che alimentano ad arte le polemiche:\r\n

In quanto poi all’estensore del servizio Rai su Inter-Cagliari, troviamo indecente che durante il collegamento si sia perso in questa considerazione, «le polemiche tra Juve e Inter non hanno giovato alla serenità dell’arbitro», come se la querelle avesse influito sulla decisione di non fischiare il rigore. Il pari con il Cagliari ha fatto svanire le nuove illusioni dell’Inter, nate dal pareggio inatteso della Juve con la Lazio. Era grande l’occasione di portarsi a due punti dai bianconeri, ma le speranze sono svanite in fretta. Tutto come prima, quattro punti erano, quattro punti sono, un altro turno è andato via come se non fosse nemmeno venuto, sospiro di sollievo della Juve che può indirizzare tutti i suoi sforzi nella gara con il Chelsea, fondamentale per la qualificazione in Champions. Blues non in grande condizione ma sempre da temere. Conte spera di recuperare Vucinic e medita di affidarsi a Quagliarella al posto di Giovinco, sotto osservazione (e fischi) della tifoseria…

Condividi
Pubblicato da
Alberto Zamboni