Moggi: “Juventus in crescita. L’Inter di Leonardo somiglia molto a quella di Benitez”

Più Juve o meno Inter? Credo un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, e se c’è, come in effetti si constatato, il meno dell’Inter, Leonardo ha motivi seri per preoccuparsi, mentre Delneri può credere in un futuro meno tormentato. La Juve rischiava di più rispetto ai rivali. Un posto poco nobile in classifica, l’ottavo, una crisi appena scacciata con la vittoria di Cagliari, un futuro da disegnare. Di contro un’Inter che dava l’impressione di essere scesa all’Olimpico “con l’orgogliosa baldanza” di quelle truppe austriache che dovevano far man bassa delle nostre e poi furono costrette “a risalire in disordine” le strade dell’andata. Così è accaduto per buona sorte della Juve, un Eto’o che divora due gol di quel tipo è cosa quasi irreale, ma la partita ha avuto la sua svolta sul piano tattico, dove ha prevalso nettamente Delneri: la gabbia per Sneijder e la strada sbarrata a Maicon con Chiellini hanno funzionato, la difesa dei giganti ha tenuto, e Matri ha avuto la meglio nel duello con Pazzini.\r\n\r\n\r\nConfuso e infelice – Partita mediocre, 90 minuti per quattro tiri in porta, due per parte, a dimostrazione del perché il Milan non abbia rivali. Visti in tribuna il volto tranquillo e fiducioso di Andrea Agnelli e quelli impietriti di Paolillo e Bedy Moratti, il Patron se n’era rimasto a casa. Fossi in lui comincerei a nutrire dubbi e deve pensarla così anche Leo, il cui viso corrucciato contraddiceva le parole di routine («non cambia niente per il discorso scudetto»). È da tempo che ho parlato dell’involuzione dell’ex milanista, della sua corsa a crearsi una verginità interista, delle sue dichiarazioni su Calciopoli fatte ad uso e consumo del Patron. Questo lavoro non gli spettava e deve avergli confuso i pensieri al punto che i suoi errori con la Juve sono stati gravi. Il recupero di domani al Franchi con la Fiorentina assume tutt’altro significato. Sembrava la ciliegina sulla torta della clamorosa rimonta, la chance di piombare a due passi dal Milan. Adesso se andrà bene, il distacco sarà di cinque, dietro il Napoli e non davanti. Ma chi ha detto che andrà bene? Se poi volete offendere Leo, ditegli che l’Inter di ieri sera assomigliava molto a quella di Benitez, per niente a quella di Mou. E ha preso coraggio la Fiorentina, che presenterà un Mutu molto più rodato accanto a Gilardino. Una nuova sconfitta nerazzurra significherebbe forse un addio alla corsa scudetto. È quello che spera naturalmente il Milan, che ha goduto direttamente della caduta interista anche se vede però resistere ad oltranza il Napoli di Mazzarri. La vittoria sulla Roma è più di un crocevia, è la dimostrazione di unasquadraconsapevole della sua forza e del suo ruolo, una squadra che comincia a far paura. E allora… ecco il primo intoppo, lo scambio di sputi tra Rosi e Lavezzi con la provatv, tanto reclamizzata, e la conseguente squalifica di 3 turni ciascuno, abbastanza per tenere fuori il Pocho dalla gara con il Milan fra due giornate (lunedì 28) che ha il sapore di uno spareggio. Proprio come capitò alla Juve quando una telecamera Mediaset, per caso, andò a riprendere un fallo di Ibrahimovic, che nessuno aveva visto in campo; 3 giornate per lo svedese, che caddero proprio con lo spareggio Milan-Juve. Si ripete il rito, curiose coincidenze però.\r\n\r\n\r\nDe Canio accusa – Occhio alla Lazio che continua a stare altissima al terzo posto, corsa continua per l’Udinese, quinta, e amarissimo finale per il Palermo battuto nella roccaforte del Barbera, con Zamparini sceso in sala stampa per fare a fette Delio Rossi (cose che sanno solo di autolesionismo). Detto della Roma e dei rumors che danno in bilico Ranieri (ma la situazione societaria esclude quest’eventualità), si rialzano Cagliari, Fiorentina e Samp. Sul fondo, finalmente un punto per il Bari e pesantissimo j’accuse di De Canio (battuto a Catania 3-2) sui gialli presi dai suoi: «Una squadra la si può favorire non solo con rigori assegnati o meno, ma anche con altre decisioni, come le ammonizioni ingiustificate, come quella di Olivera e Gustavo». Il mister del Lecce se la prende anche per l’espulsione di Giacomazzi avvenuta dopo il fischio finale. Posso solo ricordare a De Canio che sulle ammonizioni allora cosiddette “mirate”, e smantellate in dibattimento, si diede corpo e invenzione a Calciopoli. E domenica il turno vede la Juve a Lecce: cosa vorrebbe far intendere il mister salentino, che forse l’arbitro abbia voluto favorire i bianconeri?\r\n\r\n(Di Luciano Moggi per ‘Libero’)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni