Editoriali

Mercato Juventus: cinque (giovani) alternative a Locatelli

Impantanata (per ora) nella trattativa Locatelli, la Juve ignora il mercato estero

Anche quest’anno il mercato della Juventus è iniziato in maniera estremamente lenta e apparentemente poco chiara. I bianconeri si sono presentati al via con i soliti problemi che si portano dietro da almeno un paio di anni a questa parte, ovverosia l’assenza di un centravanti vero e di peso, il tradizionale rebus Dybala e la cronica incapacità di liberarsi di tutti quegli esuberi che, loro sì, pesano davvero a bilancio (altro che Cristiano Ronaldo!) e che paradossalmente rischiano di rimanere ancora a Torino, da Bernardeschi a Ramsey, da De Sciglio a Rugani. Ma soprattutto, un centrocampo assemblato male e con pochissima qualità, che avrebbe bisogno di almeno tre innesti mirati e di qualità tra prima squadra e riserve. In Europa ci sono tanti giocatori forti e a cifre abbordabili, basta saperli trovare. Ma se ci si ostina a guardare solo in casa, allora non si va da nessuna parte.

Quella mania di guardare solo in Italia

Con l’acquisto di De Ligt sembrava che la Juventus avesse cambiato rotta e capito che nel calcio attuale bisogna muoversi decisamente anche e soprattutto sui talenti stranieri, piuttosto che stare dietro a fantomatici fenomeni locali che rischiano poi di costare una fortuna e di rendere meno di un qualunque gregario, ma con uno stipendio da top player. Oggi purtroppo, ed è sotto gli occhi di tutti, il calcio italiano non è più quella fucina di talenti che era fino alla fine degli anni 90. A parte qualche rara eccezione, di nuovi Nesta, Cannavaro, Maldini, Del Piero o Totti, giusto per citare qualcuno, non se ne vede nemmeno l’ombra. Inoltre quei pochi potenziali talenti, spesso tra l’altro sopravvalutati a causa della carenza in certi ruoli e quindi della poca concorrenza interna, che li fa apparire più bravi di quel che realmente sono, costano troppo in rapporto alle loro reali qualità.

Perché conviene (anche) investire all’estero?

Per risolvere le carenze in mediana, la società bianconera è convinta che Manuel Locatelli possa essere una delle soluzioni (ci auguriamo non l’unica, perché sarebbe follia). Il problema però è che il Sassuolo non fa sconti e la trattativa si sta protraendo da settimane, nemmeno si stesse discutendo del cartellino di Pelè. Ogni giorno che passa il costo del cartellino dell’azzurro, riserva in nazionale di Verratti e Jorginho, sale; contestualmente il numero di potenziali alternative sul mercato diminuisce, visto che vanno ad accasarsi altrove. Dunque perché perdere tempo in trattative estenuanti per strappare un prezzo all’apparenza conveniente, ma che poi tale si rivela solo per il venditore? Tra l’altro il buon Locatelli non è nemmeno un centrocampista centrale, di quelli da schierare davanti alla difesa, ma al massimo deve giocare di fianco a un mediano simile. Per cui, non sarebbe meglio rivolgere a uno di ruolo le proprie attenzioni?

Ruben Neves, Gravenberch e Camavinga

Fuori dal cortile italico ci sono fior di talenti pronti a spiccare il volo, spesso a costi molto più bassi, e se non si può chiudere per Locatelli, amén, si prenda qualcun altro. Per sistemare il centrocampo non bisogna per forza di cose spendere e spandere magari ricorrendo ai 400 milioni di euro di ricapitalizzazione. Basta programmare, usare la testa, sapere cosa si vuole e agire in tempi brevi per evitare inserimenti di altri club e aumento dei prezzi. Uno che farebbe fare il salto di qualità alla mediana bianconera potrebbe essere Ruben Neves (24 anni, Wolverhampton) scuderia Mendes: costo 45 milioni, ma ben spesi considerando classe ed esperienza ormai acquisita. Un altro su cui vale la pena investire a occhi chiusi è Ryan Gravenberch (19 anni, Ajax), scuderia Raiola, 1.90 di velocità, tecnica e personalità. Costo 35-40 milioni di euro, e un paragone con Rijkaard (più che con Pogba) tutt’altro che azzardato. Altro giocatore sulla rampa di lancio è Eduardo Camavinga del Rennes, in queste ore sondato dal Manchester United. Alto 1,82 m, gran fisico, abbina grinta e tecnica: un mastino davanti alla difesa. Prezzo attuale 30-40 milioni, visto che va in scadenza tra un anno e non vuole rinnovare.

I nuovi Desailly e Kantè?

Boubakary Soumaré, 22 anni del Lille, 1,88 m dal grande fisico e dalla buona tecnica è stato tra gli artefici del successo in Ligue 1 della squadra di Christophe Galtier. Cresciuto nelle giovanili del Paris Saint-Germain, Soumaré in campo ricorda molto Marcel Desailly, ovviamente senza il carisma e l’esperienza del fuoriclasse ex Milan. Però le movenze, la capacità di saper far filtro davanti alla difesa grazie al fisico e al buon senso della posizione, e poi di far ripartire l’azione, sono simili e lasciano ben sperare per il futuro di questo talento. Sarebbe stato un gran colpo, ma il Lille lo ha venduto per soli 20 milioni al Leicester. Possibile che la Juventus non avesse una cifra così bassa da spendere?

Dal potenziale erede di Desailly, a quello di N’Golo Kanté. Pape Sarr (18 anni, Metz) si è messo in luce quest’anno sfoderando della grandi prestazioni ogni volta che è stato chiamato in causa dal suo allenatore. Gioca indifferentemente davanti alla difesa o da mezz’ala, e fa sia dell’impostazione di gioco che delle azioni box to box due dei suoi punti di forza. Alto 1,80 è dotato comunque di un buon fisico e, dote da non sottovalutare, di una grande sicurezza palla al piede. La sua valutazione per adesso è attorno ai 10 milioni di euro, ma visto l’interesse di alcune big europee, presto lieviterà sicuramente.

Ultimo della lista, ma non per questo meno importante, Joey Veerman (22 anni, SC Heerenveen), è un altro mediano dal buon fisico (1,85) ma dai piedi educati, tra i migliori dell’Eredivisie quest’anno pur non giocando in una delle big del torneo. In particolare il giovane Under 21 olandese eccelle nello stretto e nelle verticalizzazioni, risultando in tal senso un regista più “classico” rispetto agli altri due colleghi francesi. Per nessuno di loro si ha la certezza che possano diventare dei fenomeni, come del resto nessuno ha la certezza che il tanto agognato Locatelli possa esserlo. Di certo, hanno i numeri per farlo e, come si dice, scommessa per scommessa, perché non provare con uno o due di loro?

 

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Pubblicato da
Alberto Zamboni