Mercato Juventus: c’è la fila per Amauri, Krasic alla Fiorentina per Vargas?

Nonostante il club bianconero si sia chiamato fuori, secondo quanto riporta oggi il quotidiano ‘La Repubblica’ la Juventus sarebbe ancora in corsa per Carlos Tevez. I bianconeri, però, sono impegnati soprattutto sul fronte cessioni, da cui dovrebbero arrivare i quattrini necessari per cogliere al volo qualche occasione invernale. Sono in tutto otto i giocatori che Beppe Marotta dovrà piazzare nel mercato di riparazione, da Grosso e Motta a Iaquinta e Toni. Per il separato in casa Amauri, ci sarebbe addirittura un’ampia rosa di probabili destinazioni: piace a Fiorentina e Genoa in Italia, mentre all’estero Fulham, Werder Brema, Bayer Leverkusen, Wolfsburg e Rubin sono in fila per assicurarsi le prestazioni dell’italo-brasiliano.\r\nPer quel che riguarda gli ingressi, le priorità rimangono un difensore e un interno di centrocampo in grado di sostituire all’occorrenza Vidal o Marchisio. Per il primo il candidato numero uno ad oggi è Bocchetti (appena squalificato per 4 giornate dal giudice sportivo russo), seguito da Bruno Alves, Caceres e Alex (il sogno Hummels, pare destinato a rimanere tale).\r\nPer il centrocampo è sempre in piedi l’idea di soffiare il viola Montolivo al Milan (che punta a tesserarlo a giugno a parametro zero), ma si tiene come alternativa il belga Nainggolan del Cagliari, con Guarìn del Porto possibile outsider ().\r\nCapitolo Krasic: il laterale serbo, giunto lo scorso anno a Torino come il salvatore della patria, ha fallito l’esame di Coppa Italia con il Bologna concessogli dal tecnico Antonio Conte, per cui è stato subito inserito nella lista dei partenti. Arsenal, Chelsea e Manchester United puntano al prestito per gennaio, ma in questo caso Beppe Marotta preferirebbe darlo a qualche società italiana per ottenere in cambio una pedina utile al progetto bianconero: si parla di uno scambio di prestiti con Vargas della Fiorentina, che però vorrebbe cedere il peruviano a titolo definitivo, magari in Spagna.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni