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Juve, tutto gira attorno a Vlahovic: la cessione finanzia il mercato ma…

Il mercato della Juve ruota attorno al destino di Dusan Vlahovic. Il serbo è uno dei giocatori più corteggiati dalle big europee e i bianconeri incasserebbero la cifra per finanziare gli acquisti. Ma sarebbe molto difficile da sostituire.

Giorni caldi per il mercato della Juve. Dopo l’ufficialità di Cristiano Giuntoli, i bianconeri proveranno ad accelerare per avvicinarsi agli obiettivi prima dell’inizio del ritiro estivo. Nei primi giorni alla Continassa Max Allegri si aspetta di vedere qualche volto nuovo oltre a Weah, ma la situazione al momento è bloccata. Servono prima le uscite, con tanti calciatori in esubero e fuori dal progetto che possono finanziare le entrate. McKennie e Zakaria su tutti, ma anche Arthur e Pellegrini. La società spera di ricavare il più possibile per evitare sacrifici eccellenti, ma i tifosi sanno già che qualcuno saluterà. Fra i big, chi ha più mercato è sicuramente Dusan Vlahovic, corteggiato da mezza Europa. E si apre un dilemma.

Mercato Juve, Vlahovic finanzierebbe gli acquisti ma sostituirlo è difficile

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

La squadra più interessata a Vlahovic al momento è il Chelsea. Nonostante l’acquisto di Nicolas Jackson, Mauricio Pochettino vuole un altro rinforzo davanti dopo la scorsa stagione molto complicata dal punto di vista dei gol segnati. Anche il serbo ha avuto difficoltà, ma i Blues pensano che sia il profilo giusto. Ci sono anche Bayern Monaco e Real Madrid sulle tracce dell’ex Fiorentina, ma per la Juve si apre un dilemma.

La sua cessione porterebbe nelle casse almeno 70 milioni di euro – almeno nelle intenzioni -, che permetterebbero di ingaggiare un sostituto – David o Hojlund – e di avanzare qualcosa – oltre al risparmio di una parte dell’ingaggio da 7 milioni annui di Vlahovic. Di contro però un calciatore del suo valore è difficile da trovare e se il danese dell’Atalanta è per caratteristiche il più simile, è pur vero che ha disputato la sua prima grande stagione da professionista e il cambio, sulla carta, sarebbe azzardato.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni