Mea Culpa Deschamps: “Non avrei dovuto lasciare la Juve”

Il Marsiglia è campione di Francia. Merito anche e soprattutto di Didier Deschamps, ex giocatore e tecnico bianconero: “E’ stata difficile la prima parte del campionato – dichiara Deschamps ai microfoni di SkySport – squadra nuova, ho cambiato 4-5 giocatori. Ci voleva un po’ di tempo, siamo riusciti a vincere questo titolo che la società aspettava da 18 anni. Grande gioia per tutti. Come ho vissuto questa emozione? L’allenatore è un mestiere difficile. Grande soddisfazione. Vincere qualcosa non e’ un lavoro quotidiano ma su 9-10 mesi. Si deve apprezzare questo momento. Tornare al Marsiglia e’ stata una scelta affettiva, come quando sono tornato alla Juve in B. L’ho fatto perche’ la societa’ mi aveva dato tanto come giocatore. A Marsiglia lo stesso. Ho avuto la fortuna di vincere, da giocatore e da allenatore. Sono molto fiero. Questi sono momenti particolari, devono essere apprezzati, quando arrivano non posso valutare o dare merito ad una o a un’altra vittoria”.\r\nAl tempo delel sue dimissioni dalla Juventus ci sono stati diversi rumors sui motivi che lo hanno portato all’abbandono, ma il tecnico fa mea culpa: “E’ stata una grande soddisfazione riportare la Juve in A. Poi ho incontrato alcuni problemi. Ripeto, è stato un errore mio. Dopo un po’ di tempo mi sono reso conto che era meglio stare dove ero”.\r\n“Se la Juve ha scelto me e Ranieri – continua Deschamps – è stata una buona scelta perché poi abbiamo ottenuti ottimi risultati poi la vita è così, a volte si sbaglia, a volte si vince. Non è così semplice pero’ credo che per Ranieri e per me fare l’allenatore alla Juve e’ stato momento di felicita’ comunque. Andrea Agnelli presidente? Lo conosco perche’ era gia’ presente quando ero giocatore. A livello umano è una buona persona, aveva un rapporto vero con i giocatori. Adora il calcio e la Juve. Credo che farà di tutto per riportare il club dove era prima. Difficile dire se e’ la persona giusta, e’ stato sempre vicino a questa societa’. E’ una buona scelta, se ègiusta lo dirà il futuro”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni