Marchisio: “Firmerei per Europa League e terzo posto”

Nella terra di Allah è lui il Messi-a della Juve. Pallone d’Oro LeoMessi, calciatore 2009 della Juve Claudio Marchisio, trofeo virtuale assegnato dai tifosi bianconeri, da Ciro Ferrara e da Marcello Lippi.Un anno vissuto da protagonista in bianconero con Ranieri e con Ferrara, promosso in azzurro al prossim Mondiali del Sudafrica. Da toccare tutti gli amuleti possibili e immaginabili dopo il crack al ginocchio e l’intervento almenisco che lo ha bloccato nel momento migliore, sarà un caso, suo e della Juve. Il gol partita contro l’Inter resterà nelle perle del 2009. \r\n«Ringrazio per i complimenti, l’affetto dei compagni, dei tifosi, la fiducia dell’allenatore, anzi, degli allenatori visto che Lippi mi ha telefonato il giorno dell’intervento al ginocchio, per rassicurarmi». Marchisio parla da leader. Messi, Cristiano Ronaldo i campioni da emulare, anche se Marchisio guarda in casa, erede di un certo Marco Tardelli. «L’affetto e la stima credo siano dovuti solo perché arrivo dal settore giovanile e Ferrara per anni è stato vicino all’ambiente». Quindi Ferrara in Marchisio trova un alleato, un paladino. «L’allenatore non ha bisogno di alleati, giochiamo tutti per la squadra, per la Juve: non deve temere. L’anno scorso Ranieri è stato esonerato dopo un anno e mezzo eccezionali, ma negli ultimi due mesi non vincevamo più una partita. Ferrara ha iniziato da cinque mesi, ha bisogno di fiducia, noi e la società siamo con lui. Non abbiamo mai avuto problemi di spogliatoio, è venuta meno la fiducia in noi stessi, dobbiamo riprenderci da noi».\r\nRoberto Bettega ha detto che nell’ultimo mese il pallone tra i piedi scotta. Non per il Principino. «Vero, il pallone negli ultimi tempi bruciava. Bettega lo conosco di fama, conoscomeglio suo figlio Alessandro, siamo stati compagni di squadra nelle giovanili, Beretti e Primavera. Ha ragione il direttore, dobbiamo voltar pagina, giocare per la squadra e senza timori». Che spiegazioni si è dato del dicembre nero? «Non abbiamo sfruttato la spinta delle prime giornate. E non è questione di modulo: contro Roma e Genoa ilmodulo andava benissimo, se con Bologna e Napoli avessimo vinto non saremmo qui a leccarci le ferite per gli errori commessi. Se hai tanti giocatori come noi, il modulo si può cambiare quando sei in emergenza per gli infortuni».\r\nI tifosi d’Arabia lo acclamano allo stadio Abdullah Alfaisal. «Cosa mi aspetto dal 2010? Due mesi migliori degli ultimi due. Abbiamo partite importanti, dobbiamo rialzare la testa». Scudetto addio, resta l’Europa League: un  contentino? Basterebbe a salvare la stagione? «Ci metterei la firma: terzo posto\r\ne conquista della Europa League che poi ci permetterebbe di giocarci in agosto la Supercoppa. Ma lo scudetto non è ancora un capitolo chiuso. Come lo scorso anno abbiamo perso punti decisivi con le squadre piccole, solo l’Inter può perderlo se incapperà in qualche trabocchetto. Il campionato è lungo. Peccato perché dopo la vittoria contro l’Inter c’erano tutte le premesse per invertire la rotta. Capisco la delusione dei nostri tifosi: è la nostra».\r\n\r\n(Credits: Gazzetta dello Sport)

Condividi
Pubblicato da
Alberto Zamboni