Luciano Moggi: “Ferrara fa bene a protestare per gli arbitraggi”

Juve e Inter, stessi punti, stesso score, quattro vittorie e un pareggio ciascuno. Ma il pari col Genoa è rimasto indigesto ai bianconeri, e se Ferrara non edulcora il concetto («non c’era il fuorigioco») e Tuttosport esce con il titolo «Ma quell’arbitro» significa che la Juve non ci sta e vuol dare battaglia. Faceva così anche Moratti (ricordate?) e lo fa molto bene (troppo) Mourinho. Cosicché la lotta esce anche dal campo. Alla Juve – si rammaricano i bianconeri – ne annullano due, all’Inter ne convalidano uno contro il Napoli in netto fuorigioco, dando l’impressione che le lamentele di Mou abbiano avuto effetto. Se lo Special One riesce a creare un caso anche con i tempi di riposo del calendario significa che sa che nulla va trascurato nella guerra mediatica, preliminare utile per vittorie più facili sul campo.\r\nRicordate come è nata Calciopoli? Questi stessi erano i motivi. E tutto quello che si diceva delle partite e degli arbitri? Un terzo di quel che si dice adesso e il campionato è appena cominciato. Con una differenza: morti l’Avv. Agnelli e il Dr. Umberto, l’attuale proprietà della Juve, con in testa il presidente di allora Avv. Grande Stevens (mi dicevano essere il grande manovratore) non permetteva nessuna enunciazione a nostra difesa, pena l’essere tacciati di arroganza. Adesso è l’esatto contrario: ha fatto bene Ciro a dire quello che pensava.\r\nRitornando al campionato, talvolta i tempi di riposo sono perfetti: in anticipo l’Inter, scesa in campo mercoledì, di scena domani la Juve, che ha giocato giovedì. Ferrara potrebbe star meglio, perché va in campo conoscendo già il risultato dei rivali, che in trasferta contro la Samp, vogliosa di rifarsi, potrebbero avere più problemi rispetto all’impegno casalingo della Signora col Bologna. Da come si è espressa la Juve a Genova si ha l’impressione di una Davide contro Golia; un Davide magari con le sembianze di Di Vaio, che ama esaltarsi contro le sue ex squadre, per cui il risultato può non essere scritto.\r\nAccanto a Genoa e Fiorentina si è sistemato a sorpresa il Parma, new entry dalla B. Sulla carta Guidolin ha l’occasione per tentare la terza vittoria di fila ai danni del Cagliari, reduce però da un significativo successo a Bari, altra matricola intraprendente. Genoa e Fiorentina giocano entrambe fuori e, se il Grifone è impegnato in una partita niente affatto facile ad Udine, più complessa è la parte dei viola: il derby col Livorno è scontro da bollino rosso. Mentre intanto i Della Valle fanno finta di andarsene per smuovere la parte politica di Firenze e far capire ai tifosi che meglio di loro non c’è nessuno. E io ne sono convinto.\r\nRoma e Milan, malate altalenanti di quest’inizio di stagione, hanno vissuto in maniera diversa il turno infrasettimanale. Amarissimo il rientro rossonero da Udine, proprio quando Galliani pensava di essere riuscito a trascinare la squadra fuori dal periodo grigio. Dalla torre è finito giù a sorpresa Pato, sostituito niente meno che da Ronaldinho, che ce l’ha messa tutta per riguadagnare stima e fiducia, mentre il malato Milan continua a star male, lontanissimo dalle posizioni che pensava di occupare: il viso corrucciato di Galliani ne rende l’idea.\r\nUn 3-3 sofferto, ma sostanzialmente meritato, ha evitato alla Roma a Palermo di ritrovarsi in un naufragio societario oltre al diluvio d’acqua abbattutosi sul Barbera. Ranieri ha potuto mantenere il sorriso e si presenta domani a Catania con più di qualche ambizione. Ma gli etnei, a due punti, frutto di altrettanti pari, ora vogliono vincere.\r\nI rosanero fanno visita alla Lazio; in trasferta finora hanno beccato due sconfitte su altrettante partite: conoscendo Zamparini e le sue aspettative per i ricchi investimenti sul mercato, per un’ulteriore caduta potrebbe essere pericolosa. Stesso ragionamento per il Napoli di De Laurentiis, 50 milioni spesi per rinforzare la squadra, grandi attese e presentazione hollywoodiana (orpelli inutili), con il risultato di un quartultimo posto. Al di là degli errori in fase di costruzione (difesa debole, nessun incontrista) ci sono anche evidenti colpe di Donadoni. L’occasione è comunque buona contro il Siena di Giampaolo. L’Atalanta, che ha colto con Conte il suo primo punto, ci riprova a Verona contro il Chievo, sette punti nelle ultime tre partite. La vedo difficile per i bergamaschi che debbono ancora ritrovare il miglior Doni.\r\n(Credits: Libero)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni