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L’industria italiana dei videogiochi ha molte potenzialità

Nel nostro bel Paese, dove manca certamente il lavoro per i più giovani, ma dove invece non mancano “le idee creative”, si può affermare che l’industria dei videogiochi e quella dei casino online con bonus abbiano molte potenzialità, ma questo comparto del mondo ludico dovrebbe avere anche qualche “spinta in più”, sopratutto per incentivare coloro che vogliono intraprendere questo percorso lavorativo, più di coloro che l’impresa l’hanno già costruita e che già viaggia “con le proprie gambe” magari già da qualche tempo.

Si sa che il “cittadino italiano” è pieno di creatività e di inventiva: ma da qui ad iniziare un cammino lavorativo in una direzione come quella dei videogiochi, in un momento dove il settore, tutto intero, sta subendo ogni forma di massacro “ce ne corre” ed anche un bel pò. Però, forse, qualcosa si potrebbe fare: infatti, da tempo è aperto un dibattito politico relativo a questa tematica. Ci sono proposte legate alla introduzione di strumenti come il tax credit a sostegno proprio del settore dei videogiochi che viene considerato un comparto che corre parallelo all’industria culturale e creativa: benefici ed agevolazioni mutuate da ciò che è disponibile per le start up innovative, ed altre forme di sostegno alla domanda di servizi offerti da parte di queste imprese che producono videogiochi.

Si potrebbe anche in questo comparto, come si cerca di fare con il mondo del gioco d’azzardo pubblico, prendere qualche idea da altri Paesi europei, dove il comparto dei videogiochi viene sostenuto: o quanto meno si potrebbe cogliere l’opportunità di avviare un dibattito sereno e costruttivo anche su questa materia, evidenziando proprio l’apporto creativo, che in questo segmento del gioco viene associato a giovani professionisti. Forse, si potrebbe anche cercare di conoscere meglio, da parte della politica, questo comparto che potrebbe essere un utile sviluppo per l’economia del nostro Paese.

Non bisogna dimenticare che la creatività viene anche sostenuta dalle varie Università che preparano i giovani a creare una nuova classe di lavoratori proprio in questo segmento del gioco. Certamente, l’apporto offerto dalle Università in questo campo può comportare una qualificazione maggiore ed intersettoriale per chi intende lavorarvi e di conseguenza apporto che risulta utile a creare professionisti capaci e, sopratutto, più formati. Insieme alla “nuova generazione” dei professionisti del videogioco bisognerà pensare ad una sistema di classificazione dei prodotti e sopratutto un sistema di orientamento per i suoi contenuti e per i possibili destinatari. Si sa che il settore ha cercato di auoregolamentarsi, ma questo non esclude che la politica possa prevedere ulteriori strumenti per proteggere sopratutto i minori.

È triste anche il discorso ricorrente che si possano associare fatti di cronca all’uso dei videogiochi e dei casino online e si ritiene che questo “incrocio” non corrisponda assolutamente alla realtà. Non si può assolutamente criminalizzare il videogioco, come prodotto in sé stesso, visto che ovviamente tutti i videogiochi non incitano alla violenza, ma bisogna assolutamente essere molto severi nel controllare l’uso che di questo prodotto viene fatto sopratutto dai minori.
Deve esserci anche in questo comparto prevenzione, informazione ed educazione al gioco ed assoluta collaborazione tra istituzioni, famiglie, produttori per un uso responsabile: proprio come dovrebbe succedere anche con il gioco d’azzardo con vincita in danaro. Però, anche nel segmento dei videogiochi non serve assolutamente criminalizzarlo per contrastare fenomeni di violenza.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni