Liga Spagnola e Premier League, debiti record: Manchester e Real Madrid che passivo!

Negli giorni scorsi il catalano «Sport» e l’inglese «Sun» hanno pubblicato la classifica dei club più indebitati di Spagna e Inghilterra. Unendo le due graduatorie si ottiene un quadro finanziario disastroso, in netto contrasto con il dominio tecnico dei due grandi campionati europei, e si capisce meglio l’appello al fair play economico del presidente della Uefa Michel Platini. \r\nIl Manchester United guida con 723 milioni di debiti, ed è di qualche giorno fa la notizia che il club della famiglia Glazer sta considerando la possibilità di ricorrere ad un maxi-bond per frenare la crescita di un debito che in soli 3 anni, dal 2005 al 2008, è esploso da 540 a 699 milioni di sterline. Alle spalle del club diretto da Sir Alex Ferguson c’è il Real Madrid, che ha debiti per 683 milioni fronteggiati però da un fatturato monstre, oltre 420 milioni di euro per la stagione in corso, e garantito da proprietà immobiliari di enorme rilevanza quali lo stadio Bernabeu e il complesso sportivo di Valdebebas. Stanno decisamente peggio il Valencia (550 milioni di debito) e l’Atletico Madrid (511): i primi hanno seriamente rischiato di fallire solo qualche mese fa dopo aver fatto una gran fatica anche solo a pagare gli stipendi.\r\nPer il Barcellona (489 milioni di euro) vale il discorso del Madrid: solo il fatturato supera i 400 milioni di euro annui. La classifica prosegue con l’Arsenal, che deve i suoi 465 milioni di debiti soprattutto alla costruzione del nuovo stadio, che però produce incassi quasi raddoppiati rispetto ad Highbury, e alla conversione dello stesso Highbury in appartamenti la cui vendita è stata solo frenata dalla crisi finanziaria. Più problematica la situazione del Liverpool (333 milioni), mentre si fa fatica a comprendere come possano sopravvivere club quali il Deportivo (292) o il Newcastle, che ha 275 milioni di debiti e gioca in serie B.\r\nIl Villarreal (240) è sostenuto dall’enorme ricchezza della famiglia Roig che lo possiede, e lo stesso discorso vale per il Chelsea e il Manchester City, che hanno portato a termine un’identica operazione finanziaria trasformando i propri debiti in azione societarie, una manovra che in Inghilterra hanno definito di puro «maquillage». Abramovich ha «cancellato» 380 milioni di debiti del Chelsea, lo sceicco Al Mansour ha fatto lo stesso con 339 milioni del City (di 103 il passivo previsto per giugno), investendo poi altri 100 milioni di euro teoricamente pronti da spendere per Roberto Mancini. In entrambi i casi si tratta di operazioni legate alle enormi fortune personali. Le cose si muovono anche allo strozzato Portsmouth: parte dei debiti di mercato accumulati con Tottenham, Chelsea e Watford saranno pagati con i soldi dei diritti tv mentre sembra che a breve saranno pagati anche gli stipendi di dicembre. In arrivo anche due nuove offerte da circa 100 milioni di euro per il disastrato West Ham di Zola, la più rilevante ad opera del gruppo americano Intermarket che oltre ai soldi per ripianare il debito sarebbe pronto a offrire garanzie di mercato.\r\nNessuna offerta invece ha salvato i belgi dell’Excelsior Mouscron, che dopo 87 anni di vita prima di Natale hanno chiuso la baracca, lasciando zoppa la serie A belga. Giocatori a spasso, e la speranza di ripartire dalla terza serie. Il debito? 800.000 euro, risibile rispetto alle cifre sopra riportate. Ma evidentemente ognuno fa quel che può.\r\n\r\n(Credits: Gazzetta dello Sport)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni