L’ex DG juventino Alessio Secco: “ai miei tempi l’Inter era troppo forte…”

In vista del match che verrà contrapposta la Juventus al Palermo, Mediagol ha intervistato in esclusiva l´ex ds juventino, Alessio Secco. “Il nuovo corso della Juventus cosa ha in più del precedente? La cosa importante mi sembra la conduzione tecnica, mi sembra stia dimostrando in pieno le sue capacità, di questo me ne rallegro perché con Conte ho un rapporto anche personale e non posso che esserne felice. Detto questo il campionato è appena iniziato, la Juventus è partita col piede giusto, anche avvantaggiata dal non avere le Coppe e dalla falsa partenza dell´Inter che nell´epoca in cui sono stato ds io non è mai accaduto. La squadra mi sembra che abbia fatto completamente fatto suo il credo di Conte ed è un buon segno per la Juventus“.\r\n”Certamente la mia esperienza alla Juventus è stata importantissima – continua Secco -, ringrazio chi mi ha dato questa opportunità, di ricoprire un ruolo del genere alla Juventus. Il rimpianto è di non essere riusciti a vincere nella serie maggiore, abbiamo vinto il campionato di Serie B facendo registrare il record storico di punti, in Serie A dopo la promozione non possiamo dire di essere andati vicini allo scudetto perché l´Inter è stata sempre a distanza, però abbiamo realizzato un secondo e un terzo posto che seppur non facendo parte della storia della Juventus come risultati memorabili non erano certamente da disdegnare. La stagione successiva fu negativa, come lo è stata quella scorsa dove io non ero più in società. Mi è sembrato che con un po´ di qualunquismo si è voluto denigrare un lavoro molto buono di tre anni e segnati dalla presenza di una squadra come l´Inter assoluta dominatrice dello scenario nazionale“.\r\nSu Amauri e tutti gli altri giocatori portati in bianconero durante la sua gestione da DG: “Mezzo flop di Amauri alla Juventus? Io l´unica spiegazione che mi sono dato è che dopo un paio di stagioni ad altissimo livello il giocatore, dopo un infortunio, è stato divorato dall´ambiente, che non era sereno. Quando manca la serenità poi non ne fanno le spese solo i dirigenti ma anche giocatori affermati come Amauri, che ha subito un´involuzione importante che ha fatto sì che non fosse più accettato dall´ambiente. A gennaio di quest´anno ha fatto 7-8 reti, di cui un paio proprio alla Amauri, non appena è andato via da Torino. E´ diventato il capro espiatorio? Sì, probabilmente è stato preso di mira dalla critica, ha pagato sicuramente più di altri. Ritenevo che fosse impossibile l´opaco rendimento di alcuni giocatori che alla Juventus hanno oggettivamente faticato, eppure venivano,come ad esempio Tiago, da un´esperienza al Chelsea dove ha vinto il campionato, e che aveva fatto benissimo al Lione. Sono cose inspiegabili, però se non vanno bene giocatori che hanno un curriculum come quello di Tiago bisogna capire chi può andare bene. Le cause di una situazione critica sono sempre molteplici, questo è il calcio, nel bene e nel male”.\r\nSulla prossima gara che vedrà i bianconeri confrontarsi con il Palermo: “questo Palermo bestia nera della Juventus? Sicuramente c´è sempre stato spettacolo negli ultimi anni, a prescindere da quello che è stato il risultato. Dal 5-0 del 2007 ma ricordo anche una partita al Barbera con un bel risultato per la Juventus quando ero in bianconero, e ancora, anche tante batoste subite a Torino. Diciamo che comunque la costante è stata lo spettacolo, due squadre che si sono sempre affrontate a viso aperto e penso che sarà così anche questa volta“.\r\nSulle voci che lo hanno accostato ai rosanero dopo le dimissioni di Sean Sogliano, Secco glissa. “Con Zamparini non ho mai avuto a che fare, ci è solo capitato di incontrarci una volta, non so come sia lavorare con lui, sicuramente la storia recente del Palermo la conosciamo tutti. Quando Sogliano ha dato le dimissioni è stato fatto il mio nome, ma solo dalla stampa. Io ho detto che è una piazza che bisogna sempre tenere in considerazione, però poi bisognerebbe incontrarsi e capire se si è fatti l´uno per l´altro“.\r\nSecco parla anche di Nocerino, inserito a suo tempo nella trattativa per arrivare ad Amauri: “l´addio di Nocerino per me non è un rimpianto, con questo non voglio dire che non fosse un giocatore importante, è al Milan, quindi si tratta di un giocatore all´altezza. Avevamo due giovani, uno era Nocerino e l´altro Marchisio, abbiamo deciso di tenere Marchisio e lasciare partire per Palermo Nocerino. Fu speso tanto per prendere Amauri, è vero, però in quell´affare Nocerino fu valutato 7,5 milioni. Non credo che il Palermo abbia poi realizzato altrettanto dalla cessione di questa estate, questo per dire che nel calcio si vince e si perde“.\r\n\r\nCredits: Mediagoal\r\nFracassi Enrico

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Pubblicato da
Alberto Zamboni