L’amore di una vita. La Juventus in 25 pensieri dell’Avvocato Agnelli

Ci ha lasciato sette anni fa, ma il suo ricordo è più che mai vivo tra chi lo ha amato veramente. Vogliamo ricordarlo con le 25 frasi celebri che ha selezionato Tuttosport. Gianni Agnelli, un uomo, la storia, ma molto altro di più. \r\n\r\n1 «La Juventus rappresen­ta, per chi come me ama la Juventus, una passione e uno svago. Noi abbiamo cer­cato di dare a loro il miglio­re spettacolo possibile e an­che molte soddisfazioni».\r\n\r\n\r\n2 «La Juve è per me l’amo­re di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d’amore».\r\n\r\n\r\n3 « Quando Platini mi re­galò uno dei suoi tre Palloni d’Oro, gli chiesi: ma è dav­vero tutto d’oro? Lui mi guardo sorridendo: e secon­do lei, avvocato, se era tutto d’oro glielo regalavo?».\r\n\r\n4 «Un giorno mi dissero che Maradona si allenava cen­trando la porta con un tiro da centrocampo. Andai al Comunale e lo dissi alla squadra, Platini non disse nulla ma chiese al magazzi­niere di aprire la porticina dello spogliatoio che stava al di là della pista d’atletica, si fece dare un pallone e da centrocampo lo spedì negli spogliatoi. Mi guardò sorri­dendo e se ne andò senza di­re una parola».\r\n\r\n5 « Marcello Lippi è il più bel prodotto di Viareggio do­po Stefania Sandrelli».\r\n\r\n6 «Nei momenti difficili di una partita, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella ca­pacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l’a­spetti ». \r\n\r\n7 « . .. Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che esorta il cielo di Torino e che ha fini­to per conquistare nove, die­ci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all’estero con un nome, una maglia, dei colori conosciuti in tutto il mondo».\r\n\r\n8 «Mi chiedete: Vinca la Ju­ve o vinca il migliore? Vi ri­spondo: sono fortunato, spesso le due cose coincido­no » \r\n\r\n9 (Prima della finale della Champions League 1995­1996 tra la Juventus e l’Ajax) « Se loro sono una squadra di pittori fiammin­ghi, noi saremo undici pie­montesi tosti».\r\n\r\n\r\n10 «Buscetta ha detto di es­sere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi».\r\n\r\n\r\n11 « Franco Zeffirelli è un grande regista. Ma quando parla di calcio non lo sto nemmeno a sentire».\r\n\r\n\r\n12 « Quando vedo Boniek gettarsi in attacco con quel­la foga non posso non pen­sare che appartiene al po­polo polacco, un popolo i cui soldati andavano all’assal­to dei tank tedeschi in sella a dei cavalli».\r\n\r\n\r\n13 «Aldo Serena? Bravissi­mo, dalla cintola in su».\r\n\r\n\r\n14 «Platini l’abbiamo com­prato per un tozzo di pane, poi lui ci ha messo sopra il foie gras».\r\n\r\n15 «Diego Armando Mara­dona è stato migliore di qualunque allenatore». \r\n\r\n16 «Se Baggio mi ricorda­va Raffaello, Del Piero può essere Pinturicchio» \r\n\r\n17 « Non rinuncerei a uno scudetto della Juve per il mondiale della Ferrari» \r\n\r\n18 «Mio nonno Giovanni, il primo Agnelli presidente della Juventus, è un uomo portato al progresso. Oggi sarebbe innamorato dello spazio».\r\n\r\n\r\n19 « Boniperti dice che la sua Juve ha vinto tanto? Sì, è vero ma perché non va a Madrid a vedere i trofei del Real? La verità è che la Ju­ve non deve mai guardarsi indietro, ma pensare sem­pre al successo che verrà».\r\n\r\n\r\n20 «La vera gara tra noi e le milanesi sarà tra chi arri­verà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda. \r\n\r\n21 «Si può far tutto, ma la famiglia non si può lascia­re. E la Juve fa parte della mia famiglia» \r\n\r\n22 «Sivori è più di un fuori­classe. Per chi ama il calcio è un vizio».\r\n\r\n\r\n23 « Ai Mondiali del 1958 ho vissuto uno dei momenti più emozionanti dal punto di vista calcistico, scopren­do che stava nascendo Pelé. E’ stato come assistere a un prodigio».\r\n\r\n\r\n 24 « Per me, la Juventus sentimentalmente vale moltissimo. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta quando i flussi migratori al Nord erano cospicui, tanti meridionali hanno proprio scelto Torino per poter ve­dere in azione la Juventus. Per molti ammirarla dal vi­vo è sempre stato un so­gno ».\r\n\r\n 25 « Mi sono innamorato della Juventus durante il quinquennio negli Anni 30, mio nonno mi portava agli allenamenti, al campo di corso Marsiglia e io ero im­pressionato in particolare dalla velocità di un giocato­re, l’ungherese Hirzer che venne soprannominato Gazzella. Io avevo appena quattro anni e ne rimasi af­fascinato. Per sempre».

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Pubblicato da
Alberto Zamboni