La FIGC valuta se aprire un’inchiesta, ma per l’Inter in arrivo la prescrizione

La FIGC prende tempo e aspetterà l’udienza di martedì 13 prima di decidere sulle intercettazioni-bis. Il presidente Giancarlo Abete e il procuratore Stefano Palazzi si sono incontrati ieri. Per ora si raccoglierà il materiale: martedì l’avvocato Tito Lucrezio Milella sarà in aula a Napoli. Se le intercettazioni bis verranno ritenute utili al processo, anche la FIGC (dichiaratasi parte civile nel processo) le acquisirà, riaprendo di fatto l’inchiesta. Ma come ha precisato la stessa federazione dovranno essere valutati «eventuali nuovi elementi e se quest’ultimi siano compatibili con i termini della giustizia sportiva». Cioè: attenti alle prescrizioni.\r\nL’eventuale riapertura dell’inchiesta sportiva dovrebbe infatti slalomeggiare fra i paletti del fuori tempo massimo. In base al Codice di giustizia sportiva in vigore al momento dello scandalo (2006, ma i fatti si riferiscono al 2004-2005) la prescrizione per le società è di due anni e per i tesserati (dirigenti inclusi) di quattro anni. Siamo comunque oltre i termini. A meno che le intercettazioni bis non rivelino scenari clamorosi. Nei confronti del Milan, non sarebbe possibile procedere perché la Figc ha già sanzionato il club rossonero, mentre per l’Inter ci sarebbe il salvagente della prescrizione. In ogni caso nuovi colpevoli non produrrebbero un effetto-discolpa per chi è già stato condannato (vedasi Juventus e Luciano Moggi).\r\nUn altro fronte aperto è quello del titolo 2006, che pure Christian Vieri ha chiesto di sottrarre all’Inter. Anche Cesare Ruperto, il presidente della Corte d’Appello delle prime condanne, cita oggi il dispositivo della sentenza di allora, che scriveva di «non assegnazione » e di «insana temperie sul campionato di serie A».\r\n\r\n(Credits: Gazzetta dello Sport)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni