Juventus, Vidal: “Sono quasi al 100%, mai pensato di andar via”

Arturo Vidal, centrocampista cileno della Juventus, ha rilasciato oggi una lunga intervista a ‘Tuttosport’. L’ex Bayer Leverkusen sta vivendo un momento delicato: non al top della forma, è stato molto deludente in Champions League contro l’Atletico Madrid e secondo alcuni sarebbe ancora scontento per non essersi trasferito al Manchester United. “In estate ero tranquillo. Questa squadra è la mia casa – replica Vidal – e io non abbandono la mia casa”. Chiaramente la condizione è ancora approssimativa, ma un gradino alla volta sta per tornare il top player di cui la Juve ha un disperato bisogno in questo momento delicato della stagione: “Va meglio, ora. Va molto meglio. Ho attraversato un periodo muy dificil dal punto di vista fisico, ma sembra passato. Sto arrivando al cento per cento – conferma – , ci sono quasi”.\r\n\r\nL’infortunio al ginocchio lo ha decisamente condizionato, mai in passato aveva attraversato un momento così:\r\n

No, mai. Mai in vita mai, sono sempre stato al cento per cento, non ho mai affrontato un infortunio di questo genere: è stata dura, psicologicamente mi è pesato molto. Il ginocchio? In questo periodo sono successe tante cose intorno al mio ginocchio che nessuno conosce. Tante cose… Per esempio in Nazionale mi hanno curato bene per farmi giocare. Se adesso sono guarito perfettamente e possono mettermi a disposizione della Juventus lo devo anche ai medici e allo staff della Nazionale. E io sono sempre felice di andare in Nazionale. Felice e orgulloso.

\r\nL’esame con l’Atletico Madrid non è stato superato, eppure la Juventus aveva preparato la partita molto bene:\r\n

Non credo che la sconfitta ci lasci troppo lontano. Penso che siamo distanti dalle grandi d’Europa. Abbiamo affrontato una squadra forte che imposta il suo gioco in modo molto ostruzionista, che resta nella sua metà campo, aspetta e cerca di fare male in contropiede. E’ arrivata in finale di Champions e continua a essere una delle squadre più forti. Noi abbiamo giocato una partita al loro livello: perfetta no – ammette – , perché abbiamo perso, però abbiamo giocato senza subire da chi l’anno scorso stava per vincere la Coppa. Se siamo cresciuti a livello di mentalità? Sì. Quest’anno come l’anno scorso con il Real, in Spagna abbiamo avuto un arbitraggio che non mi è piaciuto: non ha ammonito i loro nonostante un sacco di falli e poi i loro difensori piangevano sempre… brutto giocare così! E comunque per me la Juventus è cresciuta, io ho visto passi avanti nell’atteggiamento. Giochiamo da insieme da un po’, il gruppo è solido e sono arrivati giocatori che hanno aumentato la qualità. Al Calderon eravamo solo molto arrabbiati per aver perso una partita incredibile. Nessuno poteva credere che l’Atletico riuscisse a segnare un gol giocando così.

\r\nOra ci sarà la possibilità di rifarsi contro la Roma. Che partita sarà secondo Vidal?\r\n

Dobbiamo aggredirli subito. Cattivi come sempre. Non lasciarli respirare, non permettere che esprimano il loro gioco ed esprimere il nostro. Perché quando noi giochiamo al calcio siamo molto forti. Juve-Roma? A me è andata sempre molto bene. A Torino ho sempre fatto gol contro i giallorossi, alcuni anche importanti. Loro hanno uomini veloci e di grande qualità, così giocano innescare loro, anche con lanci lunghi. Noi magari abbiamo meno qualità, ma siamo una squadra, sfruttiamo la nostra compattezza, giochiamo più la palla, andiamo in pressione. Non lo so… E’ una partita importante e difficile. Arriviamo in un momento delicato tutte e due e per noi c’è anche la voglia di rivincita dopo la sconfitta di Madrid. Vincerà chi avrà mantenuto maggiore concentrazione sulla gara. Chi avrà più pressione? Noi. La Juventus ha sempre più pressione degli altri, perché è la Juve, perché ha vinto gli ultimi tre scudetti e chi ci affronta gioca sempre la partita della vita. Ma mi piace… Sentire questa pressione è una sensazione che mi stimola molto. Vuol dire che sei forte, no?.

\r\nSi dice di Pereyra che possa essere il nuovo Vidal…\r\n

Sì, può essere. E’ veloce – ammette il cileno – , tecnicamente buono. E qui può maturare ancora di più. Lo conoscevo bene anche prima: contro di noi faceva sempre delle grandi partite. Abbiamo fatto subito amicizia. Ora deve fare gol.

\r\nCon la Roma potrebbe tornare Pirlo…\r\n

Claudio (Marchisio, ndr) sta giocando benissimo in quella posizione. E’ completamente diverso da Pirlo, ma stiamo andando bene. Andrea ha un altro piede e vede meglio la giocata, Claudio è più dinamico e aiuta molto la squadra. Per me cambia poco in linea di massima, il mio gioco rimane lo stesso. Pogba? E’ cresciuto tanto, ma gli manca ancora un po’: sta diventando un grande giocatore. Adesso è consapevole della sua forza e si prende le sue responsabilità – continua – , oltre che le attenzioni degli avversari.

\r\nLe differenze fra Conte e Allegri? Ecco cosa ne pensa Vidal…\r\n

Carattere: uno è più… come dire… intenso, l’altro è più tranquillo. E il lavoro sul campo: i metodi sono molto differenti, ma c’è una cosa che li accomuna: vogliono vincere. Utilizzano due strade diverse per arrivare nello stesso posto: il primo. Con Allegri più tranquilli? Può essere. Lui è così di carattere: meno ansioso. Ma questo fuori dal campo di allenamento, perché qui sui campi di Vinovo è un duro come Conte. L’addio di Conte uno shock? Sì, lo è stato. Anche perché ero in vacanza, non capivo cosa stava succedendo. E non avevo mai visto nella mai vita un allenatore che se ne va dopo tre campionati vinti.

\r\nIn estate se ne sono scritte di tutti i colori su Vidal, ad un certo punto sembrava destinato al Manchester United…\r\n

Ero tranquillo e sereno. Pensavo solo al mio ginocchio. Mai una volta ho chiesto al mio procuratore o alla Juventus se stava succedendo qualcosa. Ho un patto con il mio agente: se c’è qualcosa di concreto mi avvisa. E lui non mi ha mai avvisato. Non so esattamente cosa sia successo durante i mesi estivi, ma non credo nulla di veramente importante – prosegue – , altrimenti mi avrebbe detto: Arturo, c’è questa possibilità… Se il Manchester mi avesse offerto tanti soldi? Non lo so. Davvero, non lo so… Posso solo dire che io a Torino mi trovo veramente bene. Qua sono felice, mia moglie è felice, ama Torino, mio figlio Alonsito è felice qui e anche la piccola. Per me la condizione della mia famiglia è più importante dei soldi e di qualsiasi altra cosa. Alla Juventus sono felice, è casa mia: è sempre difficile andare via da casa propria – conclude – , no?.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni