Editoriali

La Juventus di Sarri non ha mai dominato nessuno

I due trofei persi sin qui dalla Juve sono la punta dell’iceberg di questioni concettuali, basta scuse

Inutile girarci attorno, la sconfitta in finale di Coppa Italia è il secondo pesante fallimento di Maurizio Sarri. Un fallimento annunciato, purtroppo, perché segnali chiari ed inequivocabili si erano già avuti nella semifinale contro il Milan. Ma anche prima, perché per mesi molti hanno scambiato il palleggio per bel gioco e dominio delle partite. La Juventus di Sarri non ha mai dominato nessuno, se non per qualche spezzone di partita. Anche in Champions League, l’ho già sottolineato in altri editoriali passati, dove i risultati sono stati ottimi, i bianconeri hanno arrancato. Alla faccia del nuovo gioco propositivo ed europeo contro l’anticalcio del passato: la Juve stava perdendo in casa contro la modestissima Lokomotiv Mosca e solo due lampi di Dybala nel finale hanno consentito di ribaltare la partita; al ritorno a Mosca si è vinto al 93’ solo grazie ad una giocata individuale di Douglas Costa; con l’Atletico (1-0 a Torino), a dispetto di un possesso palla nettamente superiore, si è tirato verso la porta avversaria 5 volte, contro le 15 dei “catenacciari” spagnoli.

Sarri incartato 6 volte da Pioli, Inzaghi e Gattuso

Il calcio è molto semplice e lo sanno bene Pioli, Inzaghi e Gattuso: in 6 partite contro questi tecnici, Sarri ha rimediato 3 sconfitte e 3 pareggi. Il tecnico della Juventus è stato incartato tatticamente dai rispettivi avversari senza saper prendere le contromosse. Le partite della Juve finiscono come sono iniziate, la squadra è monotona e monocorde, gli avversari ormai lo sanno. La ricerca obbligata del gioco ad 1-2 tocchi, costringe centrocampisti ed attaccanti a stare con le spalle alla porta avversaria, sono facilmente aggredibili e costretti a scaricare costantemente all’indietro. Quello della Vecchia Signora non è gioco, è un costante torello fine a se stesso, ma fino a quando non cambieranno la regola e non ci daranno un gol ogni 20 passaggi, continueremo a creare occasioni da rete con il contagocce.

La panzana dei tocchi

Il calcio è molto semplice: se hai campo davanti e non sei pressato, non c’è alcuna ragione al mondo per passare la palla ad 1-2 tocchi. “Finalmente abbiamo smesso di cercare gli esterni e ci infiliamo rapidamente per vie centrali”, diceva qualche caprone fantallenatore, ma il risultato raggiunto è che contro questa Juve saprebbe difendere anche una squadra di ragazzini. Basta fare densità nei propri 40 metri con due linee di giocatori dietro la linea della palla e il duo Ronaldo-Dybala è spacciato. Non c’è nessuna variazione dello spartito, nessun inserimento in area da parte dei centrocampisti, troppo impegnati a fare il rondo e passare la palla di prima per girarsi e puntare. Quando gli avversari sono arroccati in difesa, non si può fare altro che cercare la superiorità numerica saltando l’uomo. Questa Juve non fa più nemmeno quello nonostante le individualità a disposizione (“questa squadra è costruita sulle individualità”, Maurizio dixit) e non ci venga Sarri a ripetere la solita tiritera dei “70 giorni trascorsi sul divano”, della “condizione precaria a causa del lockdown” e tutte le altre menate. Il lockdown c’è stato per tutti e comunque sia la Juventus era questa anche prima.

Mai come quest’anno la Juventus ha vinto le partite con un solo gol di scarto (11 volte 2-1 e 4 volte 1-0), lo dicevo prima della pandemia che se la squadra non era migliorata fino a marzo, difficilmente lo avrebbe fatto nell’ultima parte della stagione. Ora bisogna mettersi d’accordo, perché ieri sera ho sentito da alcuni opinionisti che “non è che arrivato Ronaldo la Juve possa vincere automaticamente la Champions, che colpa ne ha Sarri?”. Mi spieghino allora che colpa ne aveva Allegri che per primo, all’arrivo di CR7 aveva messo in guardia tutti: “Halma, non è che ora è arrivato Ronaldo e da solo ci vince la Champions”. Vi sta ritornando tutto indietro come un boomerang, poiché una squadra che vinceva perché si autoallenava e che con tutti i campioni in rosa avrebbe potuto mettere in panchina anche un bambino, ora con un allenatore bravo, con un “maestro di calcio”, fa molto spesso cagare a spruzzo.

A Sarri serve tempo? Chiedere a Flick…

No, non ci sono più scuse, il calcio è semplice e qualcuno ha deciso di renderlo più complicato anche alla Juventus. Chi scrive tiferà alla morte perché si vincano campionato e Champions con Maurizio Sarri in panchina, ma per amore della verità bisogna avere il coraggio di dire che questa Juve non è migliorata sotto nessun punto di vista. Dobbiamo ancora dare tempo all’allenatore? Al Bayern, tal Hans-Dieter Flick, chiamato a fare il traghettatore per due partite al posto di Kovac, ha letteralmente rinvigorito la squadra in pochi giorni, trasformandola da una formazione di “pensionati ormai a fine ciclo” in una corazzata imbattibile. L’allenatore può incidere anche in poco tempo, se ne è capace. Nel calcio, come in tutti gli altri ambiti della vita, ci sono le categorie: ci sono quelli che vincono sempre e quelli che non vincono mai. Se uno non vince mai ci sarà un motivo no?

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Pubblicato da
Mirko Nicolino - @mirkonicolino