Editoriali

Juventus-Napoli: occhi della tigre e attributi d’acciaio per battere i partenopei

Lo scialbo pari dell’”Ezio Scida” di Crotone ha fatto infuriare (giustamente) l’intero popolo bianconero, nonché l’ambiente Juve. Effettivamente, la prestazione offerta dagli uomini di Massimiliano Allegri in terra calabrese è stata decisamente negativa. Ora, però, occorrerà subito cambiare registro in ottica supersfida contro il Napoli di Sarri, un big match, questo, che varrà una grossa fetta di scudetto. La Juventus si presenterà all’”Allianz Stadium” priva di De Sciglio e Sturaro, entrambi k.o. per guai fisici. In compenso, però, ritroverà Pjanic  e Mandzukic, forse, addirittura, anche dal primo minuto. Dunque, il tecnico labronico parrebbe intenzionato a schierare un 4-3-2-1 così formato: Buffon; Höwedes (Lichtsteiner), Benatia, Chiellini, Asamoah (Alex Sandro); Khedira, Bentancur (Pjanic), Matuidi; Douglas Costa, Mandzukic (Dybala); Higuain. Maurizio Sarri, orfano del solo Ghoulam, dovrebbe contrapporre il consueto 4-3-3 composto da: Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens (Milik), Insigne.

Juventus-Napoli: gli appunti tattici

La Vecchia Signora vista in Calabria ha profondamente deluso, specialmente nei singoli. Una caterva di errori tecnici in fase di uscita, unitamente a un’infinità di banalissimi controlli di palla malriusciti, hanno rappresentato il comun denominatore di una performance indecente offerta contro il Crotone. A tutto ciò, è doveroso aggiungere la totale assenza di furore agonistico, determinazione e concentrazione. Pertanto, con il Napoli, i bianconeri avranno l’obbligo di cambiare completamente marcia. Soprattutto in fase di possesso, Madama non dovrà assolutamente ripetere la prova mostrata con la squadra di Walter Zenga. Buffon e compagni dovranno far circolare il pallone con una precisione chirurgica, nonché in scioltezza e con fluidità. Bisognerà sfruttare al massimo l’ampiezza campo e cambiare sovente fronte di gioco, in modo tale da creare serie difficoltà a un pacchetto arretrato troppo spesso non allineato nel modo corretto.

In fase di non possesso, oltre che effettuare in maniera impeccabile le marcature preventive, i centrocampisti, nello specifico, avranno il compito di accorciare prontamente e con aggressività su Hamsik e Insigne, per non concedere loro la classica situazione di palla scoperta. Lo slovacco e lo scugnizzo di Frattamaggiore, infatti, sono abilissimi a pescare Callejon con lanci millimetrici, che lo spagnolo sfrutta puntualmente attraverso tagli ficcanti spesso e volentieri letali. Per giunta, bisognerà esercitare una pressione costante su Jorginho, vero geometra della mediana azzurra, incaricato di costruire il gioco in posizione di vertice basso.

Il Napoli attuale non è per nulla paragonabile a quello di due/tre mesi fa, una compagine che, onestamente, sciorinava un calcio sfavillante e divertente. Adesso, i partenopei, faticano parecchio sia sul piano del gioco che su quello dei risultati, segno tangibile di un vistoso calo sotto l’aspetto della forma fisica e mentale. Ovviamente, però, l’alto livello tecnico dei suoi singoli e l’ottima organizzazione, in modo particolare nella fase offensiva, costituiscono un grosso pericolo per la Juventus. Motivo per cui, domenica sera alle 20:45, i ragazzi di Mister Allegri dovranno ritrovare anzitutto il temperamento, lo spirito d’abnegazione e la ferocia sportiva. Questi tre elementi saranno di vitale importanza per portare a casa i tre punti. Una vittoria che, se dovesse arrivare, potrebbe ipotecarela conquista del tanto agognato settimo scudetto consecutivo.

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Pubblicato da
Stefano Dentice