Juventus-Napoli 3-1: interviste ad Allegri e Buffon

Juventus-Napoli 3-1. È un Massimiliano Allegri visibilmente commosso quello che entra in campo alla chiamata dello speaker dello Juventus Stadium: i tifosi bianconeri gli tributano la standing ovation, meritatissima dopo aver conquistato scudetto, coppa Italia e la finale di Champions League. Presentandosi ai microfoni di ‘Sky’ a fine partita, il tecnico campione d’Italia si esprimerà così:\r\n

È stata una bella giornata di festa, chiusa con una bella vittoria. È normale che da parte mia ci fosse emozione ed è normale che ci fosse scetticismo attorno a me, il 16 luglio scorso, quando sono arrivato. Ma tutti insieme abbiamo lavorato per centrare obiettivi importanti, per continuare a vincere il campionato. Sono molto contento per l’affetto dei tifosi, con loro ho un ottimo rapporto; non c’era modo migliore per congedarsi dal loro che con una bella partita, intensa e una vittoria. Mi sono divertito a vedere giocare i ragazzi.

\r\nLa Juve non regala niente a nessuno, figurarsi al Napoli, che ha dovuto dire addio ai sogni Champions. Ora per la squadra ci saranno tre giorni di rompete le righe, prima di tornare a lavorare in vista dell’ultima gara contro il Verona e della finale di Champions:\r\n

C’è bisogno di recuperare energie fisiche e mentali – aggiunge Allegri – , per poi avere dieci giorni per preparare le finale di Champions. Non bisogna creare troppe tensioni, altrimenti queste partite si giocano prima e arriviamo al 6 giugno che non riusciamo neanche a camminare, non dico a correre. Capire Messi è molto difficile, quando prende palla non si sa dove va. Quest’anno con Luis Enrique, la squadra gioca in modo diverso; dovremo essere molto bravi perché le loro traiettorie di passaggio sono micidiali. Dovremo fare una partita giusta sul piano difensivo, non vicino all’area ma per evitare rifornimenti ai tre attaccanti.

\r\nParate da pallone d’oro ieri per Gianluigi Buffon, che ha confermato nonostante abbia qualcosa come 37 anni, di essere ancora il numero uno. Il suo pensiero va ovviamente a quella “coppa dalle grandi orecchie” che non ha mai vinto in carriera:\r\n

Non saremo favoriti, ma avremo qualche arma per disputare la partita alla pari, per giocarcela. Si farebbe dura se i loro big fossero tutti al cento per cento. Ma ci siamo e certo non ci tiriamo indietro. In due settimane, da qui al 6 giugno possono cambiare tante cose anche a livello numerico, fisico. Adesso ci portiamo appresso tanta positività, ma anche loro mi sembra… Allegri dice che sono da pallone d’oro? Mi ha fatto molto piacere, perché al di là di tutti i discorsi, che uno ci possa credere oppure meno, posso con serenità dire che io non so come andrà questa annata, non so se vinceremo, non so cosa succederà, però se dovesse accadere una cosa simile, sicuramente ci tengo a sottolineare che non sarà un premio alla carriera, ecco, ma il premio alla stagione perché penso che insieme ai miei compagni di aver fatto veramente una stagione importantissima, quello sicuro. Sì, questi tre giorni di riposo penso che siano meritati e giustificati dal fatto che veniamo da un periodo molto stressante, anche con una finale di Coppa Italia giocata questa settimana, per cui ci stanno tutti. Passati questi tre giorni, poi, comincerà il countdown per quella che sarà la partita dell’anno – conclude – e anche degli ultimi 12 anni per la Juve.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni