Editoriali

Juventus – Lazio, l’analisi tattica: Maurizio Sarri vs Simone Inzaghi

Una rivincita che vale la Supercoppa Italiana

Nel 2017 e nel 2019 la Lazio è stata l’unica squadra italiana ad impedire alla Juventus di fare l’en plein in campo nazionale, poiché il 13 agosto 2017 ha sollevato al cielo la sua quarta Supercoppa Italiana battendo proprio la Juve 3-2, mentre il 15 maggio 2019 ha conquistato la Coppa Italia sconfiggendo l’Atalanta 2-0 nella finale dell’Olimpico di Roma. Dunque, i biancocelesti di Simone Inzaghi rappresentano (ultimamente) una sorta di bestia nera per la Vecchia Signora, ancor più dopo averla superata in Serie A 3-1, lo scorso 7 dicembre fra le mura amiche, sancendo di fatto la prima sconfitta stagionale dei campioni d’Italia nei cinque principali campionati europei. Ora, però, è tempo di riscatto per Madama, in quanto domenica 22 alle 17:45 (ora italiana) bianconeri e biancocelesti si affronteranno al King Saud University Stadium di Riyāḍ (Arabia Saudita) per la Supercoppa Italiana 2019.

Nell’ultimo turno di campionato la Juventus ha espugnato il Marassi di Genova grazie a un meritato 2-1 sulla Sampdoria. Soprattutto nel primo tempo, Bonucci e compagni sono stati abilissimi nella gestione del possesso palla, mantenendo il totale controllo del match, ma di contro hanno patito leggermente nel contenere le scorribande offensive dei blucerchiati. Al netto di tutto, nell’arco dei 95 minuti di gara, la Juve si è dimostrata di gran lunga superiore all’undici guidato dal buon Claudio Ranieri. La Lazio, con risultato analogo, ha violato il fortino del Cagliari sul gong, incrementando così la sua già lunghissima striscia positiva. Senza gli indisponibili Perin, Chiellini e Khedira, mister Sarri dovrebbe varare l’ormai consueto 4-3-1-2 formato da Szczęsny; Cuadrado (De Sciglio), Bonucci, de Ligt (Demiral), Alex Sandro; Bentancur, Pjanić, Matuidi; Bernardeschi (Ramsey); Cristiano Ronaldo, Dybala (Higuaín). Tutt’altro che da scartare l’ipotesi Danilo dall’inizio al posto di Cuadrado e soprattutto Dybala alle spalle del Pipita e di CR7. Ad eccezione di Jordan Lukaku, Simone Inzaghi potrà disporre dell’intero organico. Quindi, solito modulo 3-5-2 composto da: Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinković-Savić, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulić; Immobile, Correa.

Juventus – Lazio: le disposizioni tattiche

Sulla falsa riga di quanto messo in atto contro la Sampdoria, la Juventus dovrà cercare fin dal calcio d’inizio di gestire il possesso palla con saggezza, nel segno di una circolazione del pallone rapida e snella, il più possibile a velocità sostenuta. Puntare sulla verticalità e sull’attacco della profondità saranno due chiavi importantissime per la Vecchia Signora, così come i cambi di gioco, l’attacco sul lato debole e la ricerca dell’ampiezza, utilizzando sovrapposizioni e tagli nel caso in cui dovessero servire. In fase di non possesso, vietato concedere situazioni di palla scoperta specie ai calciatori di maggiore qualità tecnica della squadra di Inzaghino, evitare assolutamente di farsi sorprendere lasciando 40 metri di campo alle spalle da difendere e fare grande densità in zona palla.

La Lazio è una formazione spesso camaleontica, poiché alterna la costruzione dal basso a lanci lunghi per le punte o per i due quinti, sovente posizionati altissimi sulla stessa linea degli attaccanti, quasi a formare una sorta di 3-3-4. L’inserimento a fari spenti delle due mezze ali è un altro dettame tattico di Simone Inzaghi, ma i reali punti di forza dei biancocelesti sono la capacità di sfruttare al massimo le transizioni positive, quasi sempre letali per via della grandissima velocità con le quali vengono effettuate, e il tentativo costante, addirittura spasmodico, di attaccare la profondità. La sfida di domenica 22 consentirà a Bonucci e soci di prendersi una doppia rivincita con la Lazio: quella di due anni fa del 13 agosto 2017 e soprattutto quella del 7 dicembre scorso in campionato. Ma il match di Riyāḍ rappresenta innanzitutto l’occasione di aggiungere in bacheca la nona Supercoppa Italiana della storia bianconera e di permettere a Mister Filtro, all’anagrafe Maurizio Sarri, di vincere il suo secondo trofeo da allenatore professionista. Poi, dulcis in fundo, un’eventuale vittoria contro le Aquile sarebbe una manna dal cielo per tutti i tifosi della Juventus, perché festeggerebbero un sereno Natale senza correre il rischio che il panettone vada di traverso.

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Pubblicato da
Stefano Dentice