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Juventus-Chelsea: Chiesa, deLigt e… Allegri sugli scudi

La nota negativa è Kulusevski, entrato in campo troppo molle

Juventus-Chelsea: i protagonisti della notte di Champions contro i campioni d’Europa.

SZCZESNY 7 – Mentre tutti indossano l’elmetto e scendono al fronte, lui si porta in campo l’albo “Mister No va alla guerra”, trovato alla bancarella dell’usato, vicino alla stazione Porta Nuova. È così preso dalla storia e la sua squadra difende così bene che nel finale chiede, imbarazzato, a Chiellini, di sporcarsi i pantaloncini ed entrare in scivolata, mentre lui può terminare la lettura e non fare nessuna orecchietta alla pagina, per non rovinare il volume.

DANILO 6.5 – Toto Cutugno ha scritto migliaia di canzoni, ma tutti ne conosciamo solo due: l’italiano e la campagna. Danilo si è fatto fregare e, durante il lockdown, ne ha acquistato tutta la discografia. Nelle gare di campionato è stato autorizzato ad ascoltare, insieme ai compagni, almeno due pezzi: ieri sera Allegri ha requisito la sua collezione.

BONUCCI 7 – Se come me su Netflix si cercano i film, si rimarrà delusi. Se invece si cercano le serie, si trova pane per i propri denti: Black Mirror fa incetta di premi. Alla stessa maniera di Bonucci che ieri si presenta con una prestazione sontuosa che gli vale due premi: miglior attore protagonista e galoppata dell’anno.

DE LIGT 7.5 – È come se alla sua nascita la madre ne avesse fatto vendemmia e lo abbia riposto in bottiglia. Come un eccellente Barolo di Bussia, è stato stappato un paio d’anni fa. Con tannini soffici e ormai facile alla beva, resterà ottimo per i prossimi dieci anni, anche se stappato.

CHIELLINI SV – Pare che in tre ci si diverta di più. E chi sono io per dubitare?

ALEX SANDRO 7 – Capitan America conosce i punti di forza e le debolezze dei propri compagni, ed è pronto a tamponare qualsiasi loro mancanza: al resto ci ha pensato Allegri, dicendogli di non oltrepassare il centrocampo, nemmeno per scendergli il cane. Bravo nel rinvio sui piedi dell’avversario per guadagnare il fallo laterale che si tramuta ogni volta in una palla persa. Steve Rogers, sei davvero tu?

CUADRADO 6 – Un assist. Goodnight Robicheaux, interpretato da Etahn Hawke nei “Magnifici 7” nella sparatoria finale ne ammazza solo un paio. Un assist appunto.

BENTANCUR 6 – Di preliminari va forte, ma quando si tratta di concludere, dimentica sempre qualcosa. Se fosse un panchinaro lo applaudirei, ma per sfortuna è titolare. Sentieri (la telenovela) è cominciato in radio e poi lo hanno promosso in TV. È da 5 anni alla Juve, ma di promozione ancora nulla?

RABIOT 6 – Ha l’intelligenza di Toby il grillo, di Lillo il castoro, di Jay la volpe e di Patty l’unicorno che vivono nella foresta incantata nei dintorni di Torino. Peccato che essendo animali immaginari la mamma non gli permetta di invitarli a casa.

LOCATELLI 7 – Corre, inciampa, cade, si appende alle liane, lancia l’urlo di richiamo per gli altri animali della foresta. Con la sua barba cresciuta resta a metà tra Sandokan, Tarzan (che spiegatemi come faceva a radersi nella giungla, con coltello di pietra) e il compagno fuoricorso che si fa le canne. Ma senza di lui eravamo a erigere statue a De Sciglio.

BERNARDESCHI 6.5 – Solo un “realista selvaggio” come Jack London poteva regalarci un libro come il “Vagabondo delle stelle”. Un assist meraviglioso (il volo verso le stelle) e un errore clamoroso (il realismo). Io voterei senza voto, ma poi Allegri si arrabbia e allora lo premio.

CHIESA 8 – Quando il mondo si accorge dell’esistenza di Superman, alla stregua di Lex Luthor lo teme (come se fosse il solito bidone), poi lo accoglie e infine lo protegge, prendendo le sue difese. Per adesso non abbiamo ancora notizie della Kriptonite.

KULUSEVSKI 5.5 – Come Ken il guerriero. Tocca il pallone e gli dice: tra 7 giorni entrerai in quella porta. AH KULU! Tra 7 giorni c’è la pausa nazionale.

KEAN SV – Prova a tenere palla.

ALLEGRI 7 – Questa volta ha letto Shakespeare tutta la notte, mentre Ambra gli chiedeva consigli sulle decorazioni per il balcone e il colore delle tende. Ma aver concluso la lettura di “Molto rumore per nulla” gli consente di incartare il rivale. Sarri è morto, Pirlo è morto, ma Allegri si sente abbastanza bene.

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Quando Bonucci se ne va in percussione, fa il doppio passo alla Ronaldo (Cristiano 7), impatta nel difensore e chiede la punizione ho urlato dalla poltrona: e chi sei? Ronaldo da Lima?

Cioè tutti questi anni, a parlare dello scontro Iuliano-Ronaldo (da Lima) e poi ci intagliamo in questa sterile protesta?

Che torni a ripassare i fondamentali dello Juventinismo.

Quando la VAR si ferma per controllare il presunto rigore, mi s’è fermato il fiato. Ho rivisto le immagini: se avessero dato quel rigore sarebbe stata la fine del calcio, e l’inizio di un altro sport.
Quale?

Il Calvio

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Pubblicato da
Alberto Zamboni