Juventus Campione d’Italia 2012-2013: il pagellone stagionale

Difficile vincere, ma ancora più difficile confermarsi. Lo dice la storia del calcio, ecco perché il secondo scudetto consecutivo della Juventus di Conte vale ancora di più. Il valore aggiunto, dopo due settimi posti, lo ha fatto proprio il condottiero bianconero, ma è davvero difficile escludere qualcuno dalla cavalcata trionfale di questa stagione. Ecco il nostro pagellone stagionale.\r\n\r\nBuffon 9: stagione da capitano con pochissime sbavature, di certo di meno della stagione precedente.\r\n\r\nIsla s.v.: pochi minuti giocati, qualcosa di positivo, qualche ombra. Non ce la sentiamo di giudicarlo.\r\n\r\nLichtsteiner 8: sembrava dovesse partire in estate, è rimasto e ha dato il suo contributo, anche in termini realizzativi.\r\n\r\nCaceres 7: prezioso come sempre, seppur spesso accantonato; quando viene chiamato in causa fa sempre il suo, in qualunque ruolo venga impiegato.\r\n\r\nPeluso 7: subisce un po’ il salto dall’Atalanta alla Juve, ma pochi giorni ed entra subito negli schemi di Conte e nel cuore dei tifosi.\r\n\r\nBarzagli 10: 101 presenze in bianconero, difficile trovare una sbavatura a questa roccia “toscana”.\r\n\r\nChiellini 8: qualche infortunio di troppo, ma il contributo del Chiello non manca mai.\r\n\r\nBonucci 9: un notevole passo in avanti del regista difensivo, che quest’anno sembra giunto a definitiva maturità e autorevolezza.\r\n\r\nDe Ceglie 6: inizia molto bene, piano piano si aliena un po’; gli infortuni fanno il resto.\r\n\r\nMarrone 7: 13 presenze tutte di qualità; si adatta al ruolo di difensore senza battere ciglio.\r\n\r\nPadoin 7,5: si adatta al ruolo di vice-Lichtstener e nelle 24 volte in cui viene chiamato in causa, non delude quasi mai.\r\n\r\nAsamoah 7: si adatta al ruolo di esterno e pur calando al ritorno dalla Coppa d’Africa, mette il suo timbro sul 31° scudetto.\r\n\r\nPogba 10: inutile giraci attorno, a 20 anni il francesino si è rivelato un top player, uno che l’anno prossimo varrà almeno 50 milioni e che farà la storia della Juventus nel futuro prossimo.\r\n\r\nVidal 10: il guerriero si conferma anzi si supera, chiudendo come miglior cannoniere in campionato; prezioso in tutte le fasi di gioco, deve essere gioco forza uno dei perni della prossima Juve.\r\n\r\nMarchisio 9: inizia alla grande, soffre un periodo di appannamento, ma poi ritorna sui suoi livelli, tanto da piacere a mezza Europa. Il ‘Principino’, però, non si tocca.\r\n\r\nGiaccherini 8: prezioso come pochi, sfrutta sempre anche pochi minuti a disposizione per essere prezioso. E poi gioca ovunque lo metta Conte; pesa come un macigno il gol contro il Catania.\r\n\r\nPirlo 8: gli anni passano, ma la classe resta; spesso cercano di francobollarlo a uomo, ma il nostro metronomo trova sempre il tempo per una giocata decisiva.\r\n\r\nVucinic 8: al solito croce e delizia, nel corso della stagione è parso sempre l’unico attaccante a disposizione che potesse realmente cambiare volto ad una partita\r\n\r\nGiovinco 6,5: 40 partite e 11 gol, se molti credevano di avere finalmente il nuovo Del Piero si sbagliavano di grosso; Sebastian sa essere utile alla causa, anche se per giocare alla pari con Bayer e soci, ci vorrà ben altro.\r\n\r\nMatri 7: i suoi 9 gol li porta a casa, che viste le 33 partite in cui è stato impiegato, sono un ottimo bottino.\r\n\r\nQuagliarella 8: assieme a Matri è l’attaccante che la migliore media gol/minuti giocati, ma non basterà ad entrambi per ottenere la riconferma, peccato.\r\n\r\nBendtner 6: 10 presenze nelle quali lavora tanto per la squadra ma è impreciso sotto porta.\r\n\r\nAnelka s.v.: poco più di 20 minuti giocati, per quello che rimarrà (nonostante la gloriosa carriera all’estero) una meteora bianconera.\r\n\r\nStorari 6: meno impegnato della stagione precedente, ma sempre molto prezioso.\r\n\r\nRubinho s.v.\r\n\r\nLucio s.v.: 4 presenze, ma se ne va presto con una Supercoppa a corredo\r\n\r\nConte 10: l’uomo della svolta, dei due scudetti in due anni dopo due settimi posti; l’unico vero top player, che se supportato dalla società, può portarci sul tetto d’Europa.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni