Editoriali

Juventus-Atletico Madrid 1-0: la meglio gioventù

In anticipo sui tempi la Juventus, in verità in un girone non complicatissimo, centra il secondo obiettivo stagionale, dopo la qualificazione agli ottavi di Champions, il primo posto nel girone. Piegato un buon Atletico che nel secondo tempo ha cercato con maggior convinzione il gol del pari ma è stato ben limitato dai nostri.

Sarri (qui la sua intervista post partita) ha schierato una formazione più offensiva con Ramsey, seppure ha rinunciato all’ottimo Higuain visto con l’Atalanta. Ronaldo è tornato titolare in verità senza brillare ma sappiamo quanto sia necessario per noi recuperare al meglio questo straordinario giocatore. Gli straordinari li han fatti in due: Dybala e De Ligt. Il primo, Dybala, giocatore eccellente recuperato da Sarri e dalla Juventus. Nessuno mi toglie dalla mente che il cambio di rotta lo abbia fatto per primo lui nella sua testa. Non so di cosa patisse l’anno scorso, ma non di certo della lontananza dalla porta. Oggi Dybala corre a tutto campo, spesso viene ben oltre la nostra metà campo, finanche ad aiutare i difensori. In area di rigore, e basta volerle vedere queste cose, ci entra pochissimo. Nonostante questo è rinato. Molto probabilmente il fatto di essersi quasi “giocata” la Juve, ed esser stato messo sul mercato questa estate, ha fatto risvegliare in lui la voglia di combattere. E questo più di maglie numero 10 fasce di capitano e titolarità. Infatti, è curioso come l’anno scorso titolare inamovibile faceva lo scontento e oggi a ruotare con Higuain lo si vede allegro e sorridente. È maturato lui. Buon per tutti. Il gol che ha fatto è da straordinario campione anche e soprattutto per il fatto di averlo pensato.

La seconda menzione è per De Ligt. Prova straordinaria la sua, dopo quella contro l’Atalanta. Assurda la campagna denigratoria che si è fatta contro questo giocatore, come se esser giovane o esser stato pagato tanto fosse una colpa. Ieri, il ragazzo ha fatto una prestazione di concentrazione rara. Sempre sul pezzo. Ho avuto piacere di vedere come il pubblico godesse di ogni suo intervento. L’apoteosi è stato l’intervento a salvare su Correa quasi a colpo sicuro. Tempismo, coraggio, rudezza, tempra che si chiede a un difensore della Juve. Mi ricorda Barzagli. Certo ha rischiato il rigore, ma chi non risica non rosica. La differenza fra un gran gol e il nulla è sottile e lo sa Bernardeschi autore di una percussione che è finita sul palo invece che in gol. Alla fine bene così. Tutti promossi.

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Pubblicato da
Alessandro Magno