Juventus, Allegri punta alla salvezza: mai così male dai tempi di calciopoli

Allegri asserisce che la Juventus quest’anno ha come primo obiettivo la salvezza, cosa che non succedeva nemmeno ai tempi di calciopoli.

Da “vincere è l’unica cosa che conta” a “puntiamo alla salvezza” il passo è breve. Dopo i 15 punti di penalizzazione Allegri è stato diretto, l’obiettivo quarto posto non è più fra le priorità, tutto è cambiato ora. Il campionato è ancora lungo ma, se le cose non cambiano, la salvezza potrebbe effettivamente essere l’obiettivo più raggiungibile.

15 punti sono tanti, tantissimi. In un momento in cui al vertice le big stanno crollando come un domino la Juventus sarebbe potuta essere lì dietro al Napoli senza penalizzazione. C’è da dire che, quella vista contro il Monza, è una squadra che non ha la mentalità giusta per risalire in classifica quindi la qualificazione per le coppe sembra comunque un obiettivo da scartare. Non è impossibile, nulla lo è, ma è certamente molto complicato.

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Non tutto è perduto, il campionato è solo a metà e la Juve ha ancora tutto il tempo di puntare più in alto e salire in classifica ma dovrà fare molto di più.

Le vittorie non arrivano, la squadra si è spenta dopo la sentenza

Dopo la sentenza della Corte d’Appello solamente una vittoria, in Coppa Italia contro il Monza. Dopodiché blackout. Contro l‘Atalanta si è vista una buona Juve ma il risultato è stato un solo punto, troppo poco. Poi di nuovo il Monza, in campionato, e lì è stato il crollo definitivo. Una sconfitta meritata ma dura da digerire, una Juve che comincia ad attaccare solo a metà del secondo tempo, una prestazione non degna per una squadra così importante che punta a vincere sempre.

Voltare pagina e combattere, va alzata l’asticella

Ora c’è solamente una cosa da fare: andare avanti. Non ci si può fermare o lasciar abbattere. Non è questo il modo giusto di affrontare le cose, bisogna sempre puntare al massimo possibile, non alla salvezza. Ma se anche fosse, ci vuole molto di più, bisogna tirare fuori i denti e combattere, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Arrendersi non fa parte del vocabolario bianconero ma bisogna anche dimostrarlo.

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L’impatto della sentenza sulla squadra è evidente ma l’importante è il campo, al resto deve pensare la società. I giocatori devono trovare il modo di liberare la mente e pensare solo al bene della Juventus che è l’unica cosa che conta.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni