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Juve-Inter, non è ancora finita. Zazzaroni: “Cori sull’Heysel”

Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport pone l’attenzione su qualcosa che casualmente è sfuggito ai media.

Ivan Zazzaroni pone l’attenzione su un fatto accaduto durante Juve-Inter di Coppa Italia. Dopo tutta l’attenzione mediatica sui vergognosi insulti razzisti a Lukaku, sono sfuggiti ai più i cori dei tifosi interisti inneggianti la tragedia dell’Heysel.

Juve-Inter di Coppa Italia non è ancora finita. Dopo le polemiche sul finale convulso, sui cartellini, sulle squalifiche e sugli insulti razzisti, spunta un altro fatto riprovevole. Secondo quanto riporta Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport infatti, nella prima parte della gara dello Stadium dal settore ospiti si è alzato un coro inneggiante la tragedia dell’Heysel, quando 39 persone morirono prima dell’inizio di Juve-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni del 1985. Il fatto è sfuggito ai più e anche alla solerte Procura Federale. Che casualmente non ha sentito.

Zazzaroni su Juve-Inter: “Cori inneggianti l’Heysel, è vilipendio di cadavere”

(Photo by Marco BERTORELLO / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Nel suo editoriale sul CorSport, Zazzaroni scrive: “Il coro che si è udito più volte e con chiarezza nei primi 20 minuti di Juve-Inter: ‘Liverpool Liverpool 39 morti schiacciati’ è raccapricciante. Assurdo che gli ispettori federali, o gli assistenti di campo, non l’abbiano messo a referto“.

E aggiunge: “Immagino che tra i coristi ci fossero persone che il 29 maggio dell’85 non erano neppure nate, particolare che trovo doppiamente irritante. Sono convinto (da sempre) che per offese di tale portata si possa configurare il reato di vilipendio di cadavere, del quale è una declinazione, ovvero “il disprezzo che può assumere toni di scherno o di aperta ingiuria”. Lo tratta l’articolo 410 del codice penale specificando che chiunque commetta atti di vilipendio di cadavere è punito con la reclusione da uno a tre anni”.

Concludendo così: “La galera del tifoso è il daspo; il filtro protettivo; la distrazione, la sottovalutazione, la paura e l’ipocrisia di chi dovrebbe segnalare certe manifestazioni di inciviltà e non lo fa”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni