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Juve-Cagliari 2-0: Bernardeschi tuttofare, Szczesny c’è

Il giudizio di dio sul match valido per la 19a giornata di Serie A

Juve-Cagliari 2-0: il meglio e il peggio di ieri sera secondo il giudizio di dio (QUI GLI HIGHGLIGHTS).

SZCZESNY 6.5 – Il leggendario incontro tra Tex e Zagor, appena pubblicato, è rimasto sul suo comodino a lungo, per paura di una delusione. Lo prende in mano a inizio secondo tempo, lo sfoglia, poi è costretto alla parata su Joao Pedro e lo lascia a metà. Si arrabbia con Alex Sandro che lo costringe a terminare la lettura a Santo Stefano.

CUADRADO 6.5 – Alterna prestazioni epiche a prestazioni etiche. Alle volte sembra che, di fronte a una squadra modesta, non voglia eccedere. Fa estrarre il suo avversario e tira solo per difendersi. Ieri era etico, per l’epica attendiamo il girone di ritorno.

BONUCCI 6 – Dopo le parole di Raiola, non è affatto dispiaciuto: De Ligt gli è sempre stato antipatico, non era autorizzato a cantare al karaoke, figuratevi a passare la palla. E anche se lui è al capolinea, si sente come Attila: dopo di me non resterà più niente. E le gioca tutte.

DE LIGT 6 – In Cecità, del premio Nobel Saramago, tutti perdono la vista e l’umanità regredisce: il tifoso della Juventus è costretto a fare lo stesso e non guardare certuni obbrobri, così come il calciatore che passa la palla indietro, senza vedere. E non si può nemmeno dire che non abbiamo rischiato nulla.

ALEX SANDRO 5 – Le Lanterne verdi mi hanno sempre fatto ridere. Sono come le donne, non hanno alcun potere ma, se dotate di anello, possono farti fare quello che vogliono. E Bellanova è un incrocio: una donna Lanterna Verde, che fa quel che vuole.

ARTHUR 6 – Chi va piano, va sano e va lontano. Ma il motore resta sempre al minimo; e allora ecco il gioco a due tocchi laterale. Continuiamo a farci del male: aspettando Godot, o un centrocampista che abbia mezza idea.

RABIOT 5 – Il Gruffalò è un’animale immaginario; il problema è che Adrien non lo sa. E lo si vede anche quando accelera, sulla fascia, ha paura di tutti: del Gruffalò, del topo che lo accompagna, della volpe, del serpente e della civetta.

MCKENNIE 6.5 – Alla fine ci prova, legge, partecipa al dibattito e interviene, quasi che fosse un membro attivo di questo centrocampo: i materiali didattici consigliati da Allegri lo fanno tornare all’America rurale: le 4 zampe del campione, Lo zen e l’arte del dressage.

LOCATELLI 6 – Entra per 10 minuti e si dimostra il migliore del reparto.

BERNARDESCHI 7 – Uno, nessuno, centomila. Goleador, trascinatore, cacciatore di piste, esploratore, montatore dei mobili dell’Ikea, fabbricante di scarpe, mercante di pellicce, impiegato da Harrods, membro del coro della chiesa di Sant’Eustachio e lettore del Corriere della Garfagnana. Uno di questi segna un gol e ne fa quasi un secondo.

BENTANCUR 5.5 – Sembra il colpevole di un episodio di don Matteo, che sin dall’inizio della partita, sai che farà un errore a centrocampo, perché ha l’aria contrita e si deve confessare ma c’è la fila nella parrocchia di Sant’Eufemia e allora attende il passaggio.

KEAN 6.5 – Si è allenato duramente nelle scorse due settimane per provare il balletto. Occasioni sono poche, la scuola di Samba di Berzano di San Pietro, che ieri sera aveva la festa di chiusura, era orfana senza di lui, che segna per sbaglio, ma si esibisce per bene.

KULUSEVSKI 6 – È come ogni nuova serie di Lupin III che viene prodotta; ce n’era davvero bisogno? Ogni tanto c’è un’intuizione, come l’assist a Bernardeschi, ma il resto della stagione chissà.

MORATA 6.5 – Adolfo Celi ha lavorato, dopo la partecipazione a 007, in capolavori, come la saga di Amici Miei e Sandokan, e in fetecchie come Cenerentola ’80. Noi lo ricordiamo per il meglio, certo. Eppure il peggio è sempre dietro l’angolo.

ALLEGRI 5.5 – Il momento di blackout nel secondo tempo sembra una costante, come la crisi energetica, il rincaro delle bollette, i reggiseni imbottiti e la pelle a buccia d’arancio. Riuscire a tenere l’attenzione di questa squadra ai massimi livelli, sembra impresa fuori dal normale; nemmeno Abramo potrebbe riuscirci. E allora ecco che Allegri, invasato, parla con i roveti in fiamme, con l’acqua dei fiumi e con le colombe pasquali, ma non con i suoi giocatori.

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Modalità Bernardeschi trascinatore. E siamo sesti. Questo è il livello. Poi qualche passaggio indietro, qualche cross in avanti; e abbiamo portato a casa i tre punti.

Inutile stare a riflettere. Se il trascinatore fosse Rabiot saremmo quintultimi; ma un trascinatore che ci faccia essere primi, nemmeno c’è.

I cambi restano quelli che sono, fatti per perdere tempo, piuttosto che per aggiustare qualcosa. Dopotutto l’1-0 a con la penultima in classifica, andava bene.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni