Intercettazione Collina-Bergamo post Milan-Juve 2004-2005

Se ancora ci fossero dei dubbi sulla partita Milan-Juventus del campionato 2004-05, ecco l’intercettazione tra Pierluigi Collina e Paolo Bergamo, trascritta dal Team Ju29ro che dissipa qualsiasi incertezza. E Calciopoli si tinge ancor di più di farsa.

Bergamo: Senti, ieri sera non hai mica sentito Controcampo, te?

Collina: Sì, l’ho sentita, diciamo, quasi tutta la prima parte, poi dopo…

Bergamo: Mah, sono stati duri da querela o… perché io non l’ho sentito…

Collina: No, no, chi ti ha detto che erano duri da querela?

Bergamo: Ma no, un avvocato che a volte ci sentiamo…

Collina: No, c’è stato Mosca che ha fatto le sue solite uscite dicendo che la moviola in campo fa sì che finiscano gli inciuci, e gli hanno chiesto più volte “Ma inciuci di chi con chi”, e lui, chiaramente, non ha risposto, e poi ha detto “La moviola aiuta gli arbitri onesti”, e Cesari gli ha ribadito “Vorrai dire gli arbitri”, e lì è scivolata via. Però mi sembra che siano due uscite che non credo che possano…

Bergamo: No, no, mi hanno detto Liguori è stato piccante…

Collina: Beh, Liguori è stato deciso, nei contenuti sicuramente è stato duro, però anche lì non credo… lui ha detto che Bertini è andato lì per fare pareggiare le due squadre, cioè l’obiettivo suo era quello di far arrivare ad un pareggio. Sai, non so, non so che…

Bergamo: (ridendo ironicamente) Un pochino e gli andava male al 90′, se Pirlo mette dentro quella palla.

Collina: Prababilmente sì, però ti dico, da un punto di vista, sempre della possibile querela, credo che sia un pochettino, un pochettino…

Bergamo: No, ieri purtroppo ho messo, siccome io ho visto la partita sabato, ieri la sfortuna ha voluto che ho messo il videoregistratore per riprendere questa azione, perché me la volevo proprio vivisezionare e, invece, non mi ha funzionato il videoregistratore, e vabbè, pace, perché io ho l’impressione che Crespo vada giù in scivolata per cercare di andare sulla palla, naturalmente riceve anche una strattonata da dietro, ma non è che la strattonata provoca la scivolata. Però sai, è un ragionamento molto dificile, per cui le televisioni poi fanno vedere quello che… sinceramente Paolo (Bertini, ndr) mi ha detto “Paolo che ti devo dire, io non è che non l’ho valutata, non l’ho vista, per cui vedo questa palla, lui va giù in scivolata, non ho visto niente”. Quindi, a lui va il beneficio di non aver visto, io volevo soltanto rendermi conto dei tempi del fallo, che non è quello di Ayroldi, tanto per dire, che l’attaccante in anticipo l’ha toccata… quello è più pesante. Io ho l’impressione che Crespo si butta per andare in scivolata e l’altro lo trattiene un attimo, però, insomma, non cambia niente ai fini della valutazione dell’episodio in televisione, naturalmente.

Collina: No, certo, certo, dal campo sicuramente aveva una difficoltà di valutazione estrema se dopo ore ed ore ed ore di filmati televisivi non sono riusciti a venirne fuori in termini di commenti unilaterali, è chiaro che…

Bergamo: Mentre, invece, è plateale quel vantaggio…

Collina: Quello credo che sia l’errore più grave della partita, credo, che tra l’altro non era neanche difficile in termini di valutazione, anche perché in campo aperto, perché lo vedi dove va, per cui…\r\nBergamo: Purtroppo son quelle cose che capisci proprio l’errore, perché è talmente plateale che, anche in un momento in cui vuoi dare una scelta di consenso ad una decisione tecnica, non è mai quella, perché quella è talmente plateale che te lasci andare e dopo ammonisci, insomma, ecco.

Collina: No, lì lui probabilmente aveva la foga di voler fischiare, il fatto di volere intervenire subito, e si è fatto tradire da quello, effettivamente.

Bergamo: Eh sì, e poi subito dopo ha sopportato una protesta di Nesta che meritava assolutamente l’ammonizione e… vabbè, comunque non credo che il suo arbitraggio abbia influenzato l’andamento della partita.

Collina: No, assolutamente.

Bergamo: Il Milan ha dominato, non è riuscito a segnare e basta, non credo ci sia altro.

Collina: Credo anch’io, credo anch’io.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni