Interviste

I Viking all’attacco: “Non rivogliamo nè Moggi, nè Lippi”

Tuttojuve.com ha trascritto integralmente l’intervento di CRISTIAN, capo tifoso dei VIKING JUVE, nel corso della popolare trasmissione radiofonica di RADIO ERRE 2, “TUTTI PAZZI PER LA JUVE”, condotta dal nostro redattore STEFANO DISCRETI, dall’opinionista televisivo LUIGI PICCOLO e dalla COMBRICCOLA ROMANA.

Abbiamo qui con noi il massimo esponente della Curva Nord, Cristian dei Viking. Volevamo sapere innanzitutto qual’è l’umore della Nord rispetto al momento della Juve.

“In questo momento vediamo tutti il bicchiere mezzo vuoto, perchè la scorsa estate le aspettative erano altre, sia per la campagna acquisti, sia per l’entusiasmo che c’era attorno alla Juve, per una squadra che sembrava fosse tornata grande. E’ invece siamo arrivati a dicembre in queste condizioni. Non dico che siamo fuori da tutto, ma quasi, anche perchè l’Europa League sarà pure un traguardo accettabile, ma non era quello prefissato. Lo scudetto era l’obiettivo numero uno, dichiarato a tutti, e siamo sempre qui a 5-6-8-10 punti dall’Inter e non riusciamo mai ad avvicinarci. Quindi bicchiere mezzo vuoto”.

Allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ricordiamo che Cristian è leader dei Viking, che è il gruppo storico della Juve che prima occupava la parte destra della Curva Filadelfia e che adesso occupa la parte centrale della Curva Nord. Sono i tifosi di Milano della Juve, quindi ancora più frustrati per questo predominio delle squadre milanesi, perchè adesso anche il Milan ci ha superato. E di questi tempi dev’essere sicuramente difficile per gli juventini vivere a Milano.

“Beh, sicuramente i veri derby per noi sono quelli contro Inter e Milan. E se per vent’anni gli interisti sono rimasti proprio nascosti dietro gli angoli delle strade, adesso sono quattro anni che veramente sono saltati fuori da tutte le parti e continuano a godere di queste vittorie, a riempirsi la pancia con queste vittorie, che poi fondamentalmente nascono tutte da Calciopoli, quindi alla fin fine quasi per colpa nostra”.

E’ una ruota che gira, adesso falli essere felici. Dobbiamo solo avere un po’ di pazienza.

“Quello sicuramente, nel calcio ci sono i periodi. Mi ricordo che quando mi sono avvicinato allo stadio da ragazzino, a metà degli Anni Ottanta, subito dopo l’era della grande Juventus, per dieci anni non abbiamo vinto niente. A parte due coppe Uefa, il primo scudetto lo abbiamo vinto nel 1995, quindi ne abbiamo fatti di anni a mangiare pane e cipolla”.

Una domanda sulla colonna vertebrale di questa Juve. Come giudichi le prestazioni di Cannavaro, Amauri e Diego?

“Guarda, io mi ricollego ad un discorso fatto l’estate scorsa. Sapete benissimo che nel momento della crisi di Ranieri c’è stata la contestazione e hanno preso Ferrara per far l’allenatore. Ebbene, il male originale di tutto quello che sta succedendo adesso, il problema più grosso, è che il prossimo anno deve arrivare Marcello Lippi. Questo salvatore della patria, che non si sa bene cosa debba fare, cosa si debba inventare, in che maniera debba arrivare, sembra che lui abbia la bacchetta magica per cambiare le cose. Fondamentalmente, la colpa che noi diamo ai dirigenti della Juve, è quella di avere buttato via un anno. Dovevano attuare una rifondazione che ci poteva stare benissimo, con un allenatore vincente, ma anche con chiunque, Cote, Gasperini, Spalletti, tutti progetti tecnici che noi avevamo sicuramente appoggiato. Noi volevamo fare un discorso del genere, magari anche con giocatori giovani, di un certo livello. Invece cos’è successo? No, non si può fare niente di questo, perchè dobbiamo aspettare il 2010 che torna Lippi. Quindi nel frattempo cosa facciamo? Chi ci mettiamo a dirigere la baracca? E ci hanno messo Ferrara, che poverino, con tutta la buona volontà, non ce la fa. Si vede che non ce la fa. Ce l’avevano in casa, a costo zero, e hanno scelto la soluzione più comoda per tutti loro. Non per noi, per tutti loro”.

Ora è interessante vedere cosa accadrà, perchè se poi Ferrara dovesse davvero fallire, Blanc dovrebbe andare a nascondersi.

“Sicuramente. Loro hanno pensato, facciamo quest’anno con Ferrara, è amato dalla gente, voluto bene da tutti, magari sotto l’effetto Guardiola farà un campionato buono, migliore di quello di Ranieri, perchè la squadra è più forte. E invece alla fine dei conti siamo qui a piangere. Questo qui è stato un anno buttato. E poi la presa per i fondelli più grande è quella che abbiamo preso giocatori, tipo Cannavaro e Grosso, che alla Juve non servono a niente. Servono solo a Lippi, che ha voluto che si allenassero assieme per un anno al fine di avere una difesa rodata per il Mondiale. Dopo tutto quello che abbiamo passato, dopo quattro anni senza vincere niente, dopo essere stati in serie B, non possiamo farci prendere per i fondelli da questi dirigenti, che hanno fatto un patto con questo diavolo di nome Lippi, per questi Mondiali maledetti”.

Voi dei Viking vi siete espressi, con un comunicato abbastanza duro, contro Luciano Moggi. Volevo chiederti come mai. Quali sono le motivazioni? Che colpe date alla vecchia dirigenza?\r\n“Il nostro discorso parte dal famoso 1994, quando ai tempi era arrivato Giraudo, che noi avevamo contestato perchè notoriamente è sempre stato un tifosissimo granata, antijuventino al massimo. Poi era arrivato Moggi, che all’epoca ci aveva fatto la guerra. E ce l’ha fatta poi anche nel 2003 quando siamo ritornati. Questo era il problema, Moggi ci aveva fatto la guerra, intendo a noi ultras. Nella gestione Moggi-Giraudo abbiamo vinto tutto, però a noi ci hanno massacrato, come ultras”.

Quindi per voi era un regolamento di conti personale?

“No, nessun regolamento di conti. Noi avevamo contestato l’arrivo di Moggi e Giraudo già nel lontanissimo 1993-94….”.

Ma facendo un paragone con la Juve attuale, adesso rimpiangi la competenza della vecchia dirigenza?

“Io non la vedo così. Quelli che adesso dicono, ci vorrebbe Moggi, deve tornare Moggi, secondo me non rimpiangono Luciano Moggi, nella sua persona. Rimpiangono quella figura, quel ruolo di dirigente valido e anche presente sul campo, che praticamente prende in pugno la situazione quando ce n’è bisogno. Un dirigente che è vicino alla squadra, che è vicino all’allenatore, che ci mette la faccia. Negli ultimi tre anni, infatti, vedevamo Blanc che diceva una cosa il lunedì, Cobolli Gigli ne diceva un’altra completamente opposta il martedì, Secco che ne diceva un’altra il mercoledì, i giocatori che sparano ca…..e dall’inizio alla fine, vinciamo lo scudetto, prendiamo la terza stella, cioè è chiaro che manca una figura, un dirigente valido che abbia polso, come può essere Moggi, Marotta, ecc.”.

Quando allo stadio i tifosi inneggiavano a Moggi e ad Andrea Agnelli, quindi, voi non avete giustamente cantato?

“No, quella è stata la Sud”.

 

Quindi la contrapposizione tra la Nord e la Sud, adesso è chiara, perchè prima eravate più o meno sulla stessa linea. Anche dalla Sud, piuttosto che dare la colpa a Ferrara, si dava la colpa a chi ha messo Ferrara in panchina…

“Certo, Ferrara, con tutto il bene che gli vogliamo, non ce la fa”.

Abbiamo capito dunque che dalla Sud vogliono un ritorno della gestione Agnelli-Moggi, mentre la Nord non è di questo avviso.

“Non c’è una contrapposizione, per il semplice fatto che il discorso di Moggi è assurdo. Nessun tifoso vorrebbe il ritorno di Moggi dopo tutto quello che è successo. Vero o non vero, qualcosa di sporco c’è stato. Non è stato bello quello che è accaduto. Poi se verrà assolto, non verrà assolto, queste sono cose che non ci riguardano. Vincere in quel modo, sai com’è, non è pulito fino in fondo. Uno come Moggi, dopo quello che ha fatto, io non lo rivorrei mai. Vorrei una figura come Moggi. Io mi ricordo che quando c’era lui non parlava nessuno, non usciva nessuna critica, non usciva nessun pettegolezzo, i giocatori arrivavano in ritardo di 5 minuti e stavano fuori e non si permettevano di parlare. Manca quel ruolo, che svolgeva Luciano Moggi”.

E lo faceva bene…

“E lo faceva bene perchè probabilmente aveva anche i poteri e gli strumenti per farlo. Se uno non ha potere, non può alzare la voce. Quello per Luciano Moggi è un coro di frustrazione. Non credo che loro vogliano davvero un suo ritorno. Loro lo fanno solo per andare contro. Se il bianco non va bene, canti nero”.

Ti dico la verità, io non ho trovato ancora nulla di veramente sporco di quello che è stato fatto in quegli anni. Quindi per me, se tornasse anche il direttore, sarei ben felice. Detto questo, non si può dire che nessun tifoso juventino vorrebbe Moggi. Ci sono tantissimi tifosi juventini che lo rivorrebbero. E comunque sia, il nome Moggi, diventa anche un simbolo per dire quello che hai detto tu adesso, cioè, ci vuole gente che sappia di calcio. Gente che sappia dove sono andati i giocatori la notte precedente, che controlli cosa fanno nella vita.

“Io riassumerei tutti questi discorsi giustissimi in una sola parola: disciplina. Purtroppo manca la disciplina, che è fondamentale in ogni gruppo di lavoro, sia aziendale che sportivo. Manca una dirigenza che capisca di calcio. Un esempio stupido: anche l’ultimo dei tifosi se avesse potuto scegliere una partita in cui dare il massimo, dare l’anima, avrebbe scelto il Bayern Monaco. Invece hanno dato tutto con l’Inter…”.

Io sinceramente, quello che ho vissuto contro l’Inter, non l’avrei barattato per una vittoria contro il Bayern. E’ stata una serata di una goduria talmente infinita che….

“No, ho capito. Quello sicuramente. E’ chiaro che fa piacere a tutti vincere contro l’Inter, ci mancherebbe altro. E’ il nostro avversario storico, e dopo calciopoli ancora di più. Stare a 5 punti dall’Inter, rimanere a 6, a 7, non ti cambia la vita. Invece ti cambia la vita essere eliminato dalla Champions. Quindi se c’era una partita nella quale dovevi dare veramente tutto era quella col Bayern. Dopo quella gara le facce erano davvero sconsolate, la gente schifata. Anche in questo caso abbiamo pagato l’inesperienza di questa dirigenza. Non puoi permetterti di uscire in quel modo”.

Bene Cristian, ci risentiremo una prossima volta, magari dopo una bella vittoria…

“Sì, ma non ne serve solo una…”.

E’ ora che il popolo bianconero torni a gioire sul campo. Siamo veramente stufi di vedere festeggiare gli altri…

“Quello è vero”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni