Ferrara si è dimesso, ma Blanc?

Cominciamo dalla fine: Ferrara sostituito quando si era ormai persa la speranza. Dispiace dirlo di Ciro, ma non se ne poteva più. La squadra ha subito un’involuzione partendo da un’impostazione tattica vicino allo zero. Un vero e proprio prodigio d’inconcludenza. Ancora in Coppa Italia se ne è avuta la dimostrazione: i giocatori non sanno stare in campo e proporsi. Non fanno pressing e non coprono gli spazi. Diego continua ad arretrare perché manca un regista. Felipo Melo, che non lo è, ne risente più di tutti. E se i reparti non riescono a garantire la giusta compattezza, è soprattutto dalle parti di Grosso che si trova sempre una corsia preferenziale. Non è giusto buttare la croce addosso a nessuno, ma dopo otto mesi non si possono più vedere certe cose. Perché Sissoko, in evidente difficoltà fisica, non è stato sostituito? Perché in novanta minuti, e per l’ennesima volta, non è stato provato nulla per impedire il sorpasso?. Perché nessun giovane è riuscito a sovvertire le gerarchie di spogliatoio nonostante i molteplici infortuni fisici e tattici?. Perché aspettare tanto prima di cambiare se la soluzione era sotto gli occhi di tutti?.\r\nL’opinione diffusa era che la Juventus cercasse di portare subito Benitez a Torino e per questo prendesse tempo. In realtà era necessario assicurarsi la sua disponibilità per giugno, prima di sposare definitivamente la soluzione del traghettatore. Ma quest’ultima è stata sempre l’unica possibilità, l’ipotesi Hiddink è infatti tramontata presto e non c’erano alternative. E allora bisognerebbe capire perché ci sono volute nove sconfitte nelle ultime dodici partite per cercare la svolta. La risposta si può forse trovare nella fotografia d’insediamento del nuovo tecnico, in cui Zaccheroni è l’unico a sorridere. Blanc e Bettega, ma soprattutto il primo, hanno ben pochi motivi per farlo. Ora che Ferrara è stato esautorato l’obbiettivo della critica è cambiato o si è comunque focalizzato sulla società. Il manager francese si sta giocando l’ultimo jolly, come gli piace dire, giudicando l’operato altrui. Se non riuscirà a portare la squadra in Champions, già a giugno ci sarà una rivoluzione e muterà il riferimento nella proprietà. Nel rispetto d’altronde di quell’avvicendamento che in passato ha coinvolto l’Avvocato e il Dottore.\r\nBlanc è a capo di una struttura che poco si addice al mondo del calcio. Il Cda, tra l’altro, è stato chiamato a filtrare diversi provvedimenti su cui il francese pare abbia poi avuto l’ultima parola. Lo stesso ritorno di Bettega si dice sia stato imposto anche a chi lo ha contrastato con veemenza. Marotta ad esempio avrebbe rifiutato l’incarico dedicato all’area tecnica proprio perché gli sarebbe stata negata l’autonomia necessaria. E’ stato interpellato anche Pierpaolo Marino, idem. La prova del nove?. Il fatto che Bettega sia stato nominato vice direttore generale, nonostante Blanc riassuma in se già diversi incarichi. Insomma, in seno alla Juventus parrebbe essersi instaurata una pseudo democrazia decisionale. Durante questo finale di stagione verrà messa duramente in discussione. “Mi chiedete se ho mai pensato di dimettermi? – ha dichiarato il diretto interessato – Beh, la risposta è no. Assolutamente no. In situazioni come questa, fatte di lunghe strisce negative, gli errori non sono mai di un singolo ma sono di una intera catena di persone. E non mi dimentico certo i giocatori, che devono impegnarsi di più”. Anche Ferrara è apparso coriaceo fino all’esonero, eppure …\r\n\r\ndi Giampaolo Zicarelli per Nesti Channel

Condividi
Pubblicato da
Alberto Zamboni