Esclusiva Paco D’Onofrio a Juvemania: “Provato che Moggi si difendeva dallo spionaggio industriale. Difficile l’assoluzione di Conte al Tnas”

(Intervista di Mirko Nicolino) Qualche giorno fa il Tribunale di Milano ha dato ragione all’ex calciatore Christian Vieri, a cui Inter e Telecom devono il risarcimento di un milione di euro per lo spionaggio illecito al quale è stato sottoposto al tempo in cui giocava con i nerazzurri. Per commentare la notizia e fare il punto sulle altre vicende di giustizia sportiva che coinvolgono tra gli altri l’ex direttore generale Luciano Moggi e Antonio Conte, abbiamo contattato l’avvocato Paco D’Onofrio, legale di Luciano Moggi nei processi sportivi che lo hanno coinvolto.\r\n\r\nPartiamo subito dall’ultima vicenda. L’Inter (assieme a Telecom) è stata condannato in primo grado dal Tribunale di Milano per lo spionaggio illecito dell’ex calciatore nerazzurro Bobo Vieri. I legali del calciatore preannunciano che non si fermeranno al risarcimento di un milione di euro (ne avevano chiesti circa 20), ma sono intenzionati a rivolgersi alla giustizia sportiva. Dal canto proprio l’Inter dichiara la propria tranquillità nonché la prescrizione dei fatti. Potrebbe esserci davvero qualche conseguenza a livello sportivo per il club di Moratti?\r\n\r\nDunque, si tratta per ora solo di una sentenza di primo grado e, pertanto, non definitiva. Le eventuali responsabilità accertate da un giudice statale hanno certamente rilevanza anche in ambito sportivo, laddove, tuttavia, il meccanismo della prescrizione impedirebbe l’esercizio del potere disciplinare da parte della Federazione, essendo trascorso un lungo periodo da quando i fatti si sono verificati.\r\n\r\nGiuliano Tavaroli, intanto, nel corso di un’intervista alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’, ha dichiarato che fosse quasi una prassi nella sua ex azienda far spiare i calciatori dell’Inter nonché tesserati delle altre società. Tra questi, conferma di aver intercettato anche Luciano Moggi “per trovare conferme ad alcune informazioni riferite al presidente dell’Inter Moratti”. Lo spionaggio industriale di cui parla ormai da anni l’ex direttore generale bianconero…\r\n\r\nCome difensore di Luciano Moggi in ambito sportivo, ho sempre sostenuto che la riservatezza di alcuni colloqui fosse esclusivamente dovuta non già al contenuto illecito degli stessi, ma semplicemente alla necessità di evitare di essere intercettati e che le proprie strategie di mercato venissero vanificate. Mi sembra che ora, ove mai ve ne fosse stata la necessità, tale corretta ricostruzione abbia ottenuto ulteriore conferme.\r\n\r\n\r\nTornando proprio a Moggi, nei giorni scorsi voi legali dell’ex direttore della Juventus, avete presentato ricorso in appello contro l’ordinanza del 2 agosto con cui il Tar del Lazio ha respinto la domanda di sospensione della radiazione. Ci può spiegare su cosa basate il ricorso?\r\n\r\nLa radiazione comminata a distanza di così tanti anni, solo perché erano stati ormai quasi interamente scontati gli originari 5 anni di squalifica, comunque ingiusti, appare assolutamente illegittima e, pertanto, abbiamo chiesto che sia la magistratura statale a pronunciarsi ed eventualmente adiremo la Corte di Giustizia dell’UE. Il processo di Napoli ha dimostrato che nessun campionato è stato mai alterato, che molti altri dirigenti avevano frequentazioni ben più assidue di quelle di Moggi con arbitri e designatori, eppure per nessun altro si proceduto, mentre per l’ex Direttore Generale della Juventus si chiede addirittura la squalifica a vita.\r\n\r\nCosa cambia nelle prossime mosse di Moggi la sentenza del tribunale di Milano sullo spionaggio Telecom/Inter? Il direttore, sicuramente, vorrà andare in fondo a questa storia…\r\n\r\nSe il Giudice accerterà un’analoga illegittima intromissione nella sua sfera privata, naturalmente verrà disposto un risarcimento del danno subito.\r\n\r\nFacciamo il punto sul calcioscommesse. La nostra redazione, assieme alla redazione gemella dell’Uccellinodidelpiero.com, ha pubblicato in questi giorni le motivazioni che stanno dietro alle sanzioni sportive di secondo grado. Alcune ci sono sembrate fantasiose se non addirittura ai confini della realtà. E non stiamo parlando solo dei tesserati della Juventus, da quanto abbiamo letto sono state rovinate carriere e famiglie con i soliti “si diceva”, “era presumibile che”, “non poteva non sapere”… Non è il caso di mettere un punto e riformare la giustizia sportiva?\r\n\r\nSi credo che la giustizia sportiva necessiti di un profondo rinnovamento, poiché se è pur vero che si tratta di un ordinamento associativo a partecipazione volontaria, certe norme non consento un effettivo diritto alla difesa, vigendo dei meccanismi presuntivi di dubbia legittimità.\r\n\r\nPerché i suoi sono quasi tutti stati prosciolti, perché non indagati penalmente mentre altri no? (domanda dell’amico Antonio Corsa)\r\n\r\nIl rapporto tra il giudizio penale e quello sportivo è un altro dei profili che devono essere riformati, poiché se l’ordinamento sportivo è davvero autonomo, lo deve essere anche nei casi in cui vi sia un provvedimento penale sfavorevole per il deferito in sede sportiva. Rilevo, invece, che quando il giudice penale decide di non procedere, o di archiviare, la giustizia sportiva si dichiara autonoma e, quindi, giudica e condanna ugualmente, mentre quando ci sono provvedimenti della magistratura penale, questi vengono tenuti nella massima considerazione.\r\n\r\nL’aspetto che più abbiamo sottolineato nei nostri approfondimenti è la temporalità: possibile che alcuni calciatori vengano giudicati da Palazzi prima del campionato, altri a stagione in corso… poiché si devono attendere gli incartamenti dalle procure?\r\n\r\nE’ stata una scelta che non condivido, poiché per una doverosa par condicio, si doveva procedere a comminare le eventuali sanzioni contestualmente, per evitare che ci possano essere disparità di trattamento.\r\n\r\nLe chiediamo infine un parere sul ricorso al Tnas di Conte e Alessio. Quante possibilità hanno di ottenere giustizia?\r\n\r\nTecnicamente le difese potranno evidenziare molte incertezze nel teorema accusatorio, ma credo che sia molto difficile che l’esito del giudizio possa essere un’assoluzione, al massimo una riduzione del periodo di squalifica.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni