Editoriale Milan-Juventus 0-1: catenacciari-svenenti VS calciatori

Milan-Juventus 0-1. La partita è stata una partita a senso unico, soprattutto nel secondo tempo dove fino al gol si è giocato praticamente nell’area del MIlan. A creare questa situazione è stato principalmente l’atteggiamento rinunciatario del Milan che probabilmente consapevole della propria (poca) forza ha impostato una partita sul catenaccio. Probabilmente sperando in una Juve arrembante che si scoprisse e porgesse su un piatto d’argento un contropiede facile facile, o al limite cercando di portare a casa il punticino che in questo momento, per questo Milan, sarebbe stato oro colato. Ad agevolare questa situazione ci ha pensato Rizzoli, così spaventato dal fischiare pro-Juve che nel dubbio ha fischiato sempre pro-Milan, specie nel primo tempo. Che ha tollerato un gioco esageratamente maschio, ed è curioso come fra le due squadre gli ammoniti ce li aveva solo la squadra che attaccava mentre all’altra che difendeva era concesso di randellare liberamente. A prova di questo basti notare come ammonisca Marchisio per un fallo che probabilmente subisce da Muntari, mentre sorvoli su un fallo a gamba tesa di Menez su Caceres appena dopo. Così come sorvoli su diverse manate in faccia di De Jong e dello stesso Menez ed arrivi ad ammonire Asamoah e Torres nel finale quando c’è solo da ammonire Torres (sempre per una manata).\r\n\r\nMa la partita fila via liscia senza particolari problemi anche per l’arbitro visto che, come detto, si gioca a una porta. Buffon deve compiere solo due interventi in tutta la partita, di cui uno solo serio che è quello su Honda, sfuggito alla marcatura di Asamoah che di testa proprio non ne prende una. L’altro, a pugni chiusi su tiro di Menez, è normale amministrazione. Non così Abbiati che è costretto a sbrogliare su diversi tiri da lontano su un incursione di Llorente e che quando non ci arriva da se, sarà il palo a graziarlo su un tiro di Marchisio. Alla fine sarà un uno-due da campioni fra Tevez e Pogba a sbrogliare la matassa e la Juve vincerà con pieno merito. A purgarli sarà nuovamente Tevez. Pare destino.\r\n\r\nQuesto per quanto riguarda il calcio giocato, e i tifosi di ambo le parti, intervistati da quelli di Mediaset Premium, e i due allenatori (onore a Inzaghi) ammetteranno sostanzialmente che quello che ho descritto sopra è quello che è stato. Dovrebbe finire qui senza se e senza ma. Purtroppo in Italia va per la maggiore il calcio chiacchierato.\r\n\r\nE’ così che Graziano Cesari seguendo lo schema ormai supercollaudato del prima di do una carezza e dopo uno schiaffo, del prima butto una scartina e poi ci metto il carico, che alla moviola, dopo aver fatto notare che Marchisio non è da ammonire, tira fuori il ”caso” del rigore su Menez, che a suo dire è ineccepibile quantunque Menez esageri nella caduta (detto da lui). Spalleggiato da Tacchinardi e Sacchi (ahimè per entrambi) che gli danno ragione, si fa vedere una sola immagine ripresa dalla parte di Menez in cui si vede una gamba di Marchisio, ma non essendoci la ”profondità” dell’immagine non si vede chiaramente se i due si toccano, anche se per Cesari si toccano senz’altro. D’altronde c’è la Juve di mezzo. Tutto senza considerare il fatto che pure se il tocco ci sia o meno, non basta quello per accordare un rigore. Il tocco deve essere almeno così sostanzioso da frenare la corsa o causare la caduta dell’attaccante, e francamente qui sembra una palese simulazione di Menez che praticamente sviene e che ha già pensato di andare a cercare un contatto nel momento stesso in cui ha pensato di fare il gioco di gambe con il colpo di tacco. Questo è palese per chiunque abbia mai giocato a calcio e Tacchinardi avrebbe dovuto farlo notare, ma forse vige una regola che fra loro non si devono contestare. D’altronde li paga tutti lo stesso datore di lavoro. A pensare male si fa peccato ma Menez come discepolo di Inzaghi non è male. Uno che i rigori, usando un eufemismo, se li sapeva procurare.\r\n\r\nInsomma un presunto rigore che se lo facessero vedere alla TV inglese ci riderebbero in faccia per un mese. Fra l’altro negli ultimi 10 minuti di partita nell’area juventina è un continuo svenimento: Torres, Pazzini, Menez. Ormai frustrati dal non riuscire ad arrivare al tiro cadono tutti come tordi sparati a ogni minimo tocco. Pure la Gazzetta dello Sport, noto giornale vicino alle milanesi, sentenzierà che non c’era alcun rigore. Solo al solito il Corriere dello Sport e di Trigoria ne farà un caso cogliendo la palla al balzo. Cosa non si fa per vendere un pessimo giornale. Peccato non si consideri che poi quando si aizzano le folle si rischia volino le spranghe e i coltelli. Perché è indubbio che in Italia manca totalmente la cultura sportiva per colpa degli Italiani ma anche soprattutto per colpa degli addetti ai lavori. Ma questa è un’altra storia.\r\n\r\nTornando alla partita, siamo alla quarta vittoria su quattro con zero gol subiti che non è affatto male. Nelle partite di calcio in fondo sono solo due le opzioni che contano. Vincere o meno. E noi abbiamo vinto. E vincere con merito o per fortuna e/o casualmente. E noi abbiamo vinto meritatamente. Tutto il resto sono chiacchiere da Bar.

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Pubblicato da
Alessandro Magno