Interviste

Dybala: “Allegri mi ha fatto crescere come calciatore e in personalità”

Paulo Dybala, attaccante argentino della Juventus, ha parlato a margine dell’allenamento di oggi. I campioni d’Italia, archiviata per ora la Champions League, si concentreranno in questi giorni nella conquista del sesto scudetto consecutivo e nella finale di coppa Italia contro la Lazio, in programma mercoledì prossimo.

È un momento speciale per la Juve, che è vicina a tutti e tre gli obiettivi stagionali e li affronta con la certezza di chi sa di non aver ancora vinto nulla. Il sogno numero uno, ovviamente, rimane la Champions, per la quale Dybala fece un patto a Berlino con Marchisio.

“La promessa con Marchisio? Era la prima volta che incontravo i miei compagni della Juve, mi avevano invitato a vedere la finale di Champions a Berlino – racconta a Sky Sport la ‘Joya’ – e sono tornato in aereo con loro, dove ho conosciuto la maggior parte dei giocatori. Lì mi hanno dato tutti il benvenuto, e Claudio in particolare mi ha parlato e mi ha detto che avremmo dovuto ripartire e ritornare a giocare questa partita. Io mi ricordo sempre questa frase, ed ora che ci siamo arrivati di nuovo… Spero che il risultato sarà un altro”.

Rispetto allo scorso anno, Dybala ha segnato meno ed ha avuto più alti e bassi, ma nel finale di stagione è andato crescendo.

“Il momento migliore è stato la settimana della doppia sfida al Barcellona: stavo molto bene fisicamente – rivela – , avevo tanta fiducia in me stesso e credo sia stato uno dei migliori momenti della mia carriera. Il gol più bello? Me ne sono piaciuti tanti, ma direi che la punizione contro il Palermo e il secondo gol al Barcellona sono i miei preferiti”. Sui compagni: “Higuain è un goleador, Dani Alves è un fenomeno, anche come ballerino”.

Il prossimo tre giugno, la Juventus giocherà in finale di Champions contro il Real Madrid di Zidane, uno dei giocatori ai quali Dybala si è sempre ispirato.

“Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato – insiste – , ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore”.

Nel weekend ci sarà da affrontare la Roma, uno scoglio importante sulla via dello scudetto.

“Roma è una delle mie città preferite al mondo – le parole dell’argentino riportate da ‘Sportmediaset’ – , poi l’Olimpico è lo Stadio in cui ho fatto il mio esordio giocando per il Palermo, quindi per me ha un significato speciale. Siamo molto concentrati su questa partita, sappiamo che non sarà per niente facile. È vero che ci basta il pareggio, ma noi giochiamo sempre per vincere. Poi affrontare la Roma è sempre difficile, perché ha grandissimi giocatori, non soltanto Totti che spero di poter salutare se mi troverò vicino a lui”.

Infine, l’incoronazione di Massimiliano Allegri: si dice sempre che tra il mister e Dybala non corra buon sangue, ma a sentire l’argentino, non è proprio così.

“Penso di essere cresciuto tantissimo nella mentalità della Juve, di entrare in campo sempre per vincere, qualunque squadra ci sia davanti. Sappiamo che il mister è molto importante per noi, e personalmente per me lo è stato tantissimo in questi due anni, per farmi crescere come giocatore e come personalità dentro il campo, nonché per avermi messo nel ruolo dove mi sta facendo giocare adesso”, conclude.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni