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“È un piantagrane, va messo fuori rosa”. Bufera su Di Maria

L’infortunio del Fideo non ha convinto e le voci su una autoesclusione si fanno sempre più insistenti: “Altro che rinnovo”.

L’infortunio di Di Maria continua a far discutere. L’esclusione dai convocati per Bologna-Juve sembra sempre di più un ammutinamento e sul Fideo spuntano voci molto pesanti.

Dalla serata di Bologna la Juve ha potuto trarre note positive e negative. In campo qualcosa di meglio rispetto al disastro delle ultime uscite ma i bianconeri sono ben lontani dall’essere una squadra pronta per tornare a vincere. In più, fa discutere anche il caso legato all’infortunio di Angel Di Maria. Il Fideo non è stato nemmeno convocato per un problema alla caviglia, ma l’idea che si sia autoescluso perché sapeva che non avrebbe giocato si fa sempre più forte.

Padovan su Di Maria: “L’infortunio non è vero, non è professionale. Rinnovo? Finora rendimento ininfluente”

(Photo by ISABELLA BONOTTO/AFP via Getty Images)

Nel proprio editoriale su Calciomercato.com Giancarlo Padovan si è scagliato in maniera molto pesante contro Angel Di Maria. Il giornalista ha parlato dell’infortunio del Fideo che ha tutta l’aria di essere un’autoesclusione: “Non solo non ho dubbi su quanto scritto dai colleghi ma da Di Maria mi aspetto questo, altro e di peggio“.

Padovan analizza i trascorsi del Fideo: “Che non fosse un campione di professionalità lo si era capito prima del Mondiale in Qatar. E ora che è Campione del Mondo dovrebbe dare tutto visto anche l’alto ingaggio. Ma invece si erge a piantagrane: o gioca dall’inizio o si autoesclude”. Per il giornalista non ci sono alternative: “L’allenatore dovrebbe metterlo fuori rosa e la società multarlo pesantemente, il rinnovo di un tale soggetto non è nemmeno da pensare”.

E chiude così: “È accertato dai fatti che, tranne un paio di partite, il suo contributo alla causa della Juventus è stato finora modestissimo per non dire ininfluente o, addirittura, dannoso. Una Juventus senza Coppe Europee, non sarebbe certo all’altezza della sua fama”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni