Editoriali

Il delitto Suarez

Lasciarsi scappare un fuoriclasse simile, quasi gratis e desideroso di vestire il bianconero, sarebbero pura follia e incompetenza

Storia assurda quella di Suarez e la Juventus. Talmente grottesca che ci si potrebbe perfino ridere su se non fosse che rischia di diventare un dramma proprio per la Vecchia Signora. Quando sul mercato capita un Fenomeno come Suarez, gratis, che ha talmente voglia di venire a giocare da te che ti si propone lui stesso, trova subito un accordo contrattuale e si prodiga perfino di venire in Italia a fare un esame per ottenere quel passaporto che gli consentirà di indossare la tua maglia, tu, Juventus, lo prendi senza se e senza ma. E se necessario lo aspetti e ringrazi Dio per la fortuna di averti fatto incontrare un fuoriclasse simile sulla tua strada a quelle condizioni, ovverosia gratis, e con quella voglia matta di bianconero.

Invece, la squadra bianconera, che non ha soldi da investire sul mercato e che avrebbe bisogno però di rafforzarsi in attacco con campioni veri, anziché legarlo mani e piedi e portarlo a Torino prima che cambi idea, sta facendo di tutto per perderlo. E non perché al suo posto può arrivare Messi o Haaland. No, per un onesto pedalatore più vecchio e demotivato, per giunta strapagandolo.

Perché prendere Dzeko significa proprio questo: comprare un attaccante di 35 anni, ormai a fine carriera, lui sì per davvero, strapagandolo 18 milioni (la Roma lo prese anni fa a 11 milioni…) e dandogli addirittura uno stipendio, per due anni, di 7,5 milioni a stagione. Una zavorra anche per il futuro, quindi. Poi ci si lamenta degli esuberi che non schiodano.

Non salta l’uomo, non è dirompente o risolutore come Suarez, uno che da solo, come faceva il vecchio Tevez, ti può decidere da solo la partita con una giocata (e Dio solo sa quanto farebbe comodo un altro così, oltre a Cristiano Ronaldo e Dybala). Per non parlare del carattere, della grinta, della mentalità vincente di chi è abituato da sempre a lottare per trofei importanti e a vincerli! Insomma, da qualsiasi punto si guardi la questione Dzeko-Suarez, tutto propende a favore del fuoriclasse uruguaiano, che in relazione al rapporto qualità-prezzo, non dovrebbe avere rivali e non può. Non ha senso perdere un campione simile che ha 33 anni, non 103, e può fare la differenza ancora per altri 3-4 anni, per la fretta di avere un attaccante normale, e che per giunta non è nemmeno così desideroso, per sua stessa ammissione, di venire a Torino!

Ad avercene di campioni così in squadra. Gente come lui e Cristiano Ronaldo, che quando la partita prende una brutta piega, a te compagno ti basta guardarli negli occhi, scrutarne il volto deciso e sicuro per trovare dentro delle energie inimmaginabili. Quella voglia di lottare e di vincere che hanno poi contraddistinto per esempio la prima Juventus di Marcello Lippi, quella di Vialli.

E se in società non lo capiscono, o fingono di farlo, beh, allora che si facciano un bell’esame di coscienza, la smettano di pontificare e parlare di obiettivo Champions e di squadra difficile da migliorare per via dei costi di gestione e della presenza di esuberi in organico che frenano il mercato: se le zavorre te le metti tu in casa, se gli errori passati non ti son serviti a niente e anzi continui imperterrito a rovinare il buon lavoro degli anni passati, non puoi lamentarti. Così come non puoi piangerti addosso se non sai sfruttare nemmeno le occasioni che il mercato ti offre.

Come si dice, “chi è causa del suo male, pianga se stesso”. E di questo passo, alla Juve, hai voglia di piangere…

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Pubblicato da
Alberto Zamboni