Che Diego ce la mandi buona

Di Stefano Discreti (editorialista ed opinionista tv)\r\nwww.stefanodiscreti.blogspot.com\r\n

Con la chiusura ufficiale del calciomercato e le prime due giornate di campionato in archivio è giusto anche sbilanciarsi nel consueto pronostico di inizio stagione.

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E’ innegabile che la Juventus si sia rinforzata rispetto all’anno scorso.

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Diego e Felipe Melo sono giocatori di carisma e spessore internazionale che giocherebbero titolari in qualsiasi TOP-TEAM europeo.

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Caceres, Cannavaro e Grosso sono invece tre difensori, scaricati per vari motivi dai precedenti club, che hanno grande voglia di rigenerarsi a Torino.

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In panchina largo all’entusiasmo di Ciro Ferrara, contagioso per l’intero ambiente bianconero.

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(Monumento vivente alla Sensi per non aver liberato in tempo Spalletti quando era stato indicato dalla Proprietà come il prescelto)

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Erano davvero anni che a Torino non si respirava un clima del genere.

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Ma la Juventus ha davvero ridotto il GAP nei confronti dell’Inter?

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L’impressione è che, in questo momento, a questa domanda non sia possibile rispondere.

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Tutto dipende sopratutto da Diego, la nuova stella juventina.

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Se si confermerà un fenomeno ed i presupposti iniziali ci sono tutti, la squadra bianconera se la giocherà fino alla fine. Statene certi..

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E’ nata una Juve Diego-dipendente che per il suo gioco e per competere ai massimi livelli dubito potrà mai fare a meno del nuovo idolo dei tifosi.

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Il centrocampo, orfano dell’ex Nedved (quanto mancherà la sua grinta!), è stato rinforzato  dall’arrivo del “gladiatorio” Felipe Melo.

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L’idea di una diga da erigere insieme a Sissoko nel settore nevralgico del campo mi crea un moto di erezione.

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Unico rammarico in mediana è la cessione di Zanetti (che avrebbe fatto sicuramente comodo) sacrificato per la matematica difficoltà a cedere i “bolsi” Tiago e Poulsen.

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Meno rammarico per la cessione di Marchionni, ma la scelta di abbandonare quasi completamente il gioco sulle fasce mi convince poco.

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In difesa fin’ora, grande sicurezza al centro ha apportato il ritorno di Cannavaro.

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Da rivedere però con attacchi più pericolosi.

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Davanti largo alla coppia meglio assortita che è sicuramente quella tra Amauri e Iaquinta che con il loro incessante movimento creano tra l’altro quegli spazi tanto cari a Diego.

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Ebbene specificare però che con questa scelta potrebbe risentirne la media realizzativa offensiva, abituata sin troppo bene in passato dalla coppia Trezeguet-Del Piero.

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In merito da valutare però l’inserimento futuro di Del Piero, da utilizzare solo e tassativamente quando sarà in forma (gli anni passano per tutti, ahimè), mentre per Trezeguet la scalata all’11 titolare sarà molto più dura.

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In una squadra in cui praticamente almeno fino a domenica scorsa si attendevano cross giocabili dalle fasce con la stessa probabilità di fare il 6 al Superenalotto, quante opportunità si prospettano all’orizzonte per l’attaccante francese?

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Basteranno gli innesti di Caceres e Grosso a colmare questa lacuna?

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Dicevamo dell’Inter.

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Al contrario della Juve si è liberata dalla sua dipendenza, vendendo a peso d’oro Ibrahimovic, il giocatore che praticamente negli anni passati vinceva da solo o quasi.

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Ma da questa cessione, per assurdo, si è rinforzata.

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Ed è forse proprio questo che spaventa di più gli avversari.

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Si è passati da una prevedibile palla ad Ibra e pedalare ad una voglia irrefrenabile di fare bel gioco, anche grazie e sopratutto alla sontuosa campagna acquisti estiva neroazzurra.

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La nuova Inter è nettamente una squadra ancora più forte di quella dello scorso anno.

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E allora Zeru alibi stavolta per Mourinho.

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Se si analizzano attentamente i vari settori del campo e si valutano ruolo per ruolo le alternative disponibili, ci si domanda  come potranno riuscire i giocatori interisti a non rivincere lo scudetto pure quest’anno, anche alla luce del saldo rigori che vede l’Inter partire praticamente da 1 a 0 a partita (con un rigore a favore fisso o quasi) mentre Julio Cesar sono ormai oltre 50 partite che non si trova a fronteggiare un rigorista avversario.

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Cifre che se accostate al nome di Luciano Moggi avrebbero fatto gridare allo scandalo.

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Altro che aborto giuridico, pardon Calciopoli.

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Il nuovo Milan (praticamente il vecchio senza Kakà) è la solita incognita di questi ultimi anni.

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Se, se, se e ancora se.

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Tutto dipende da troppi giocatori.

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Se Nesta recupera. Se Ronaldinho torna fenomeno. Se Gattuso e Pirlo tornano a grandi livelli.

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Indecifrabile.

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Per assurdo un Milan al massimo della forma dei suoi giocatori e sfruttando anche l’entusiasmo dell’esordiente Leonardo potrebbe anche esser da scudetto alla pari di Inter e Juventus mentre con l’eventuale ritorno di cronici problemi di salute e di rendimento rischierebbe di esser addirittura ricacciata nella mischia della lotta per la zona Champions.

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Forse il punto più trafficato e meno decifrabile della serie A.

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Sampdoria, Napoli, Genoa, Fiorentina, Lazio, Udinese, Palermo sono tutte squadre attrezzate per scalare la classifica, fino alle prime posizioni. Chi più chi meno.\r\nChi potrebbe esser retrocessa ormai da questa fascia con una squadra nonchè un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi, è la Roma.

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In bocca al lupo a Ranieri, tanto difeso dalla stampa romana nel biennio bianconero, per questa nuova avventura.

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In chiusura mi preme sottolineare una cosa:

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a differenza degli anni passati la Juventus (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) ci crede davvero.

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Ed anche il sottoscritto intravvede possibilità che nella passata gestione tecnica mai aveva scorto all’orizzonte.

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Sicuramente inferiori a quelle dell’Inter ma i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.

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E che Diego ce la mandi buona…..Finchè c’è lui, c’è speranza!
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Pubblicato da
Alberto Zamboni