Champions League Bayern Monaco-Juventus: la chiave tattica

Per la Juve continua ad essere un sogno, un obiettivo da coltivare passo dopo passo. Per il Bayern Monaco è quasi diventata un’ossessione. Il fascino inimitabile della Champions colpisce ancora ed è inevitabile che sia così. Entrati nella fase caldissima della stagione, in Europa è nei mesi di aprile e maggio che si provano le emozioni più forti. Per la Juve, lo ripetiamo, è un sogno, un approccio quasi inesplorato verso lidi sconosciuti da tempo per molti dei suoi moschettieri. Per il Bayern, d’altra parte, dopo aver perso due finali negli ultimi tre anni sta diventando una sorta di ossessione. Aver perso la Coppa dalle grandi orecchie l’anno scorso in casa ai calci di rigore contro il Chelsea è stato un colpo difficile da digerire. Ma Lahm e compagni sono pronti a riprendersi quello che gli è stato tolto e faranno di tutto per provare a vincerla la vecchia e amata Coppa dei Campioni.\r\n\r\nTatticamente la Juve dovrà essere perfetta per annebbiare la forza offensiva dirompente dei bavaresi. Il 3-5-2 bianconero opposto al 4-2-3-1 del Bayern. I tedeschi giocano molto palla a terra, sfruttano le fasce, i tagli continui di Muller e Ribery, le scorribande di Toni Kroos, le discese sulla fascia dei vari Lahm e Alaba. Un Bayern d’attacco, che ha nel croato Mandzukic il terminale offensivo più diretto, in assenza del bomber Mario Gomez. Robben dovrebbe partire dalla panchina, mentre Heynckes dovrà risolvere il dubbio in difesa. Chi giocherà tra Van Buyten e Boateng? Il colosso belga appare ancora favorito.\r\n\r\nLa Juve ha le armi per contrastare il gioco bavarese: dall’organizzazione tattica, al pressing, ai raddoppi di marcatura che i vari Vidal e Marchisio dovranno garantire sulle fasce a Lichsteiner e Peluso. Tenere botta al Bayern e ripartire in contropiede giocando però il calcio che la Juve sa praticare fatto di scambi veloci e triangolazioni imprevedibili in grado di irretire la lenta ed impacciata difesa tedesca. I frombolieri bavaresi sono molti: da Ribery a Robben, da Muller a Schweinsteiger, da Mandzukic a Gomez. Ma attenzione a un nome: quel Toni Kroos che agirà tra le linee, capace di essere pericoloso sia in fase offensiva che in fase di disturbo quando il pallino del gioco passerà tra i piedi sapienti di Pirlo. Sarà una sfida a scacchi, tra due allenatori così diversi per molti aspetti, ma accomunati da una grande attenzione nei dettagli, meticolosi come pochi. E si rinnova la sfida tra la Juve e il tecnico bavarese in panchina in quella famosa e terribile finale del 1998, Juve-Real Madrid. All’epoca Antonio Conte era in campo e si vide “rubare” con un goal in fuorigioco di Mijatovic la Coppa dalle grandi orecchie. Ora è il tempo di provare a vendicare quella brutta serata. Ci attende un martedì da leoni.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni