Carlo Nesti: “Genova mi ha ricordato l’Heysel”

Quante volte mi è venuto in mente l’Heysel, cari amici vedendo le immagini di Genova! Si possono esprimere mille pareri. Io voglio essere pacato, anche se avrei il sangue agli occhi per la visione spettrale di quei barbari serbi. Cerchiamo di essere contenti che non sia successo di niente di grave, nessun morto, intendo dire, nella notte in cui si dovevano commemorare altri morti. I teppisti si sono sfogati, hanno ottenuto la vetrina internazionale che cercavano, ma, almeno, nessuno degli sportivi veri si è fatto un graffio. Detto questo, mi domando: come diavolo è possibile che quelle bestie siano arrivate fino all’interno del Ferraris? Erano palesemente drogati e ubriachi in assetto di guerra, hanno lanciato petardi a misura d’uomo, hanno rotto reti e vetri, terrorizzando migliaia di bambini invitati alla partita. Ebbene: nessuno, ripeto, nessuno ha tentato di impedire lo scempio subito, all’inizio! E poi, noi, sportivi veri, dobbiamo essere perquisiti fin sotto le natiche, tutte le domeniche, per recarci al nostro posto negli stadi italiani? Esisteva un accordo diplomatico per cui, comunque, bisognava consentire agli ultra-nazionalisti serbi di mettere a ferro e fuoco Marassi, come nel giorno maledetto dei G8? Scusate, smetto di scrivere: ho voglia di vomitare!\r\n\r\n(Di Carlo Nesti per Nestichannel.it)

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Pubblicato da
Alberto Zamboni