Interviste

Cancelo: “La Juventus il posto ideale per lavorare tranquilli e imparare”

Joao Cancelo è stato uno dei protagonisti della vittoria ottenuta dal Portogallo sull’Italia: il terzino lusitano continua a crescere soprattutto in fase difensiva, a conferma che la scuola di Allegri alla Juve, dopo quella di Spalletti all’Inter, stia dando i suoi frutti: “In Italia si pensa molto alla fase difensiva – ammette – , è vero. E per me questo è molto importante. È un’opportunità per migliorarmi e sto cercando di imparare in fretta: lavoro tutti i giorni per questo. Nella Juventus il livello deve sempre essere molto, alto, perché ci sono tante stelle. Ma allo stesso tempo si può lavorare con tranquillità e imparare molto. Allenarsi con alcuni tra i giocatori più forti del mondo è la cosa migliore per crescere”.

Nel corso dell’intervista riportata dal ‘Corriere di Torino’, poi, Cancelo sottolinea l’importanza di allenarsi e giocare ogni giorno con il connazionale Cristiano Ronaldo: “Avete ragione – continua – , io ho la fortuna di allenarmi tutti i giorni con Cristiano. Non so cosa gli dirò quando torno a Vinovo, ma di sicuro sarà contento, perché abbiamo dimostrato che anche senza di lui stiamo facendo bene”. Quanto alla nazionale italiana, il terzino portoghese è rimasto molto sorpreso dal fatto che sia stato l’unico calciatore della Juventus in campo a Lisbona: “Credo di aver sfruttato a modo mio l’opportunità che mi è stata data qui in Nazionale di partire titolare, giocando una partita molto attenta difensivamente. L’Italia? Non mi sembra così indietro come dite voi – evidenzia – , ma è chiaro che anche gli azzurri stanno vivendo un processo di rinnovamento. Un po’ mi ha sorpreso non vedere Bonucci e Chiellini al centro della difesa. E in effetti è stato strano essere l’unico juventino in campo”.

Oggi, intanto, Cancelo è atteso a Torino dove si aggregherà ai compagni in preparazione del match contro il Sassuolo. Sono già rientrati ieri altri quattro nazionali, ossia gli azzurri Perin, Bonucci e Chiellini, oltre all’uruguayano Bentancur.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni