Campana: “In caso di cori razzisti i capitani devono reagire”

Sergio Campana, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, invita proprio gli atleti, ovvero i principali protagonisti, ad assumere un ruolo attivo e di primo piano per contrastare le posizioni razziste e discriminatorie assunte nelle ultime settimane da alcuni tifosi negli stadi della Penisola, in particolare contro l’attaccante nerazzurro Mario Balotelli. “E’ ora che i calciatori reagiscano. Non sarebbe male se i capitani di entrambe le squadre si rivolgessero all’arbitro per sospendere la partita – sottolinea il presidente dell’Aic ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport -: sarebbe il segnale più efficace. I calciatori provocano Balotelli? Sono casi isolati. I giocatori, che sono i protagonisti dello spettacolo, sono assolutamente d’accordo: vogliono porre fine a tutto questo”.\r\nL’Assocalciatori, almeno per il momento, non ha preso in considerazione l’ipotesi di uno sciopero: “Non l’abbiamo ancora messo in preventivo, bisogna dare segnali più evidenti in campo, mi farò interprete di questa esigenza e porterò sul tavolo della federazione questa esigenza. I calciatori devono avere la facoltà di prendere iniziative importanti durante la partita”, ribadisce Campana. L’avvocato veneto, poi, nel suo intervento approfondisce i concetti prendendo spunto da quanto accaduto negli ultimi tempi e in vista del big-match di sabato prossimo Juventus-Inter. “Si ripete quello che diciamo quando si parla di violenza. In Italia c’è una cultura che bisogna cambiare, credo che la federazione debba essere in prima linea per contrastare questi fenomeni. Si parla sempre di minoranze ma che si fanno sentire. I cori a Balotelli? Se si tratta di razzismo o meno sono comunque da eliminare senza esitazioni e bisogna applicare le sanzioni che sono previste. E’ sempre difficile sospendere la partita, ma se c’è da arrivare alle decisioni estreme non bisogna avere timore se vogliamo vincere questa caratteristica negativa del nostro calcio”.\r\nRecentemente Fabio Capello, ct dell’Inghilterra, ha dichiarato che nel calcio italiano sono gli ultras a comandare. “Mi sembra che Capello abbia avuto ragione, anche se ci sono state reazioni ostili quando ha denunciato questo male – il giudizio del numero uno del sindacato calciatori -. Il Governo è intervenuto con misure che hanno già dato risultati, ma è sotto gli occhi di tutti la realtà di una minoranza di pseudotifosi che va allo stadio per dare sfogo alla propria violenza e non per guardare la partita. E’ un problema di cultura del nostro paese e del nostro calcio, perché basta guardare le partite in Gran Bretagna e in Spagna, dove non ci sono neppure le recinzioni”.\r\n(Credits: Repubblica.it)\r\n\r\n

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Pubblicato da
Alberto Zamboni