Calciopoli: Nucini, sempre più boomerang nerazzurro. Dov’è il “modello 45”?

Danilo Nucini ha affermato, negato, ritrattato, poi riaffermato, poi rinegato… Nel corso delle varie udienze del processo noto ai più come Calciopoli, “il cavallo di Troia” scelto dall’Inter mentre era ancora in attività, per scardinare il presunto sistema Moggi, si è rivelato un vero e proprio boomerang che, nonostante la prescrizione, mette in serio imbarazzo i colori nero e azzurri. Soprattutto sul colloquio con la Boccassini, l’ex arbitro ha gettato inquietanti ombre (anticipando addirittura di 3 anni la malattia la morte del suo amico Facchetti) che si è poi rifiutato di rischiarare. Perché? A qual guisa? Ecco cosa scrive in merito oggi Alvaro Moretti per ‘Tuttosport’.

Una que­stione spinosa evocata con for­za durante l’audizione di Nuci­ni, che – una volta verbalizza­ta – potrà integrare l’interroga­torio del 12 ottobre 2006 avve­nuto davanti a Borrelli, è quella del “modello 45” con cui la pm di Milano, Ilda Boccas­sini, mandò in archivio la visi­ta dell’ex arbitro alla Procura di Milano nell’autunno 2003. Cosa si disse in quel colloquio, veramente? La reticenza di Nucini ad entrare nello speci­fico scatena mille curiosità e tutte importantissime per la sfera sportiva dell’indagine sportiva. Per fortuna, dopo un anno e mezzo di silenzio della Procura milanese sulle richie­ste reiterate del difensore di Massimo De Santis, Paolo Gallinelli, ecco che la stessa giudice Casoria a Napoli s’è fatta venire la curiosità: troppo smaccato il modo in cui Nucini ha provato a sviare. «Abbiamo chiacchierato di calcio, parla­vano di calcio, parlavamo di calcio». Fino alla grottesca spiegazione che non si sia en­trati nello specifico delle cose raccolte con Facchetti per pu­dore, rispetto alla malattia e la morte, che avvengono tre anni dopo il passaggio di Nucini in Procura a Milano. Non dice nulla, anzi nega Nucini sulla circostanza – riferita senza querele o smentite da Repub­blica – delle possibili registra­zioni di Facchetti dei colloqui privati col «cavallo di troia» in­terista che parla dell’indagine privata effettuata per almeno un anno e due mesi nella Can da Nucini come «la nostra in­dagine, il nostro lavoro». E allo­ra acquisire quel “modello 45” è davvero importante anche per l’indagine sportiva: si deve chiarire che cosa fece e non fe­ce la società nerazzurra di quello di cui parla con diverse versioni Nucini. Insomma: olelè, olalà, il modello 45 fatece­lo vede’ e fatecelo tocca’.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni