Interviste

Caceres: “Questa è la maglia del mio cuore, porterò entusiasmo”

Dopo aver firmato nuovamente per la Juventus, Martin Caceres ha annunciato di aver scelto la maglia numero 4: “L’ho detto già la prima volta che sono arrivato, è la maglia che fu di Montero, ci tengo tanto”, le parole del difensore uruguayano a Claudio Zuliani di Juventus TV. “Sono molto contento di ritrovare questo ambiente – ha proseguito il calciatore già convocato per la trasferta con l’Atalanta di Coppa Italia – , è sempre stata casa mia. Quando ho ricevuto la proposta di tornare a vestire questa maglia ho ripensato agli anni trascorsi qui. Questa è stata la maglia del mio cuore. Non c’è due senza tre. Questa per altro è la seconda volta che arrivo a gennaio… Ogni volta che sono venuto ho segnato all’esordio (contro la Lazio, il 12 settembre 2009 allo Stadio Olimpico, e a San Siro contro il Milan in Coppa Italia, doppietta l’8 febbraio 2012, ndr), ed erano stati gol importanti. Speriamo che anche questa volta vada nello stesso modo”.

Probabilmente, questa è la Juve più forte tra quelle con cui Caceres ha avuto modo di giocare, anche per la presenza di CR7: “Per Ronaldo parla la sua carriera e sta continuando a dimostrare anche qui, nel calcio italiano, che campione sia. Questa squadra – ha proseguito il centrale uruguagio – , nonostante tutto quello che ha vinto, non vuole fermarsi. Ed è questa la sensazione che ho avuto anche seguendola dall’esterno, in questi due anni e mezzo”.

Caceres: “Aiuterà squadra e mister”

Via Benatia, Caceres è stato acquistato principalmente per giocare da centrale di difesa, ma non è da escludere un suo impiego come terzino (destro o sinistro), ruolo che ricopre spesso nella nazionale della Celeste. “In difesa ho giocato in tutte le posizioni e questo è importante, perché essere un jolly può dare una mano alla squadra e al mister. Porterò l’entusiasmo con il quale torno dando il massimo e – conclude a Juventus TV – cercando ogni giorno di dimostrare che sono lo stesso giocatore di quando ero andato via”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni