Interviste

Buffon: “Ronaldo alla Juve non mi ha sorpreso”

Gianluigi Buffon lascia la Juventus proprio mentre Cristiano Ronaldo, colui il quale ha giustiziato i bianconeri in diverse occasioni, è molto vicino allo sbarco a Torino. Il calcio a volte riserva storie che nemmeno le migliori sceneggiature saprebbero relizzare. Intervistato da Sky Sport nel giorno della sua presentazione al Paris Saint Germain, l’ex numero uno bianconero dichiara: “Non mi darebbe fastidio Cristiano alla Juve, al massimo mi hanno dato fastidio i gol che mi ha fatto. Sarebbe il miglior spot per il calcio italiano – continua -, sarebbe una conferma sul fatto che i bianconeri siano al passo coi tempi, finché la famiglia Agnelli resta un tifoso juventino dormirà sogni tranquilli. Non mi ha sorpreso questa scelta della Juve di prendere Ronaldo, non mi sorprenderebbe vederlo in bianconero. I tifosi poi hanno bisogno di idoli a cui affidarsi”.

Insomma, l’ex capitano della Vecchia Signora sembra essere ormai certo dello sbarco a Torino del campione portoghese. Un vero peccato per lui non essere riuscito a giocarci assieme, anche se la proposta di Agnelli c’era stata: “Sì – ammette – , Agnelli come sempre mi aveva detto che se volevo restare uno o due anni bastava dirglielo. Io ho 17 anni di Juve, la conosco bene e le voglio troppo bene, ho troppo orgoglio per creare qualche piccolo problemino, quindi avevo deciso di smettere di giocare a meno che succedesse qualcosa come questa opportunità. La vita sorprende chiunque, ha sorpreso anche me”.

Buffon: “Finale PSG-Juve? Spero di no”

I tifosi della Juventus sognano ora una finale di Champions proprio contro il Paris Saint Germain di Buffon, con l’esito ovviamente a favore dei bianconeri. Il numero uno invece, sarebbe in serie difficoltà: “Penso di essere una persona per bene e corretta, mi auguro che certe partite e sfide mi vengano evitate dalla vita. Una finale Psg-Juve mi dispiacerebbe sia vincerla che perderla. Tutte le altre fasi mi andrebbero bene – conclude – , ma la finale no”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni