Beretta pronto a lasciare la Lega Calcio: “Prima trovate il successore. Scudetto 2006? Non ci interessa”

Si chiude un anno da dimenticare per il calcio italiano dal punto di vista della giustizia e delle magagne organizzative e/o economiche. Un anno che la Lega Calcio di A difficilmente dimenticherà per una serie di fattori, non ultime le decisioni equivoche sugli inibiti dal processo di Calciopoli, i diritti Tv… Nonostante ciò, Maurizio Beretta, dato da mesi e mesi per dimissionario per una questione di doppio incarico (Lega Calcio e Unicredit) appare soddisfatto nel fare il bilancio annuale:\r\n

“Non sarei drastico come lo sono in molti, nel valutare né il lavoro né il clima che c’è all’interno della Lega – dichiara a ‘Sky’ – vorrei ricordare che noi abbiamo per la prima volta dalla stagione 2010-2011 applicato un sistema di funzionamento completamente nuovo, si è passati dai diritti soggettivi a quelli collettivi fissati da una legge dello Stato italiano. La Lega ha venduto i diritti, poi ha dovuto trovare i meccanismi per distribuire questa cifra, che rappresenta all’incirca il 70% dei ricavi complessivi del calcio italiano di serie A. Che si discuta, che ci si confronti, che ci siano dibattiti anche aspri, per spartirsi questa torta, lo trovo abbastanza fisiologico”.

\r\nDopo aver temporaneamente risolto il nodo dei proventi televisivi per il prossimo biennio, ora occorre trovare l’intesa per giungere fin o al 2015:\r\n

“Sarei stato più preoccupato se ci fosse stato un atteggiamento non attento ad un cambio così epocale – continua Beretta – la Lega i suoi accordi li trova, abbiamo trovato il modo di dividere i diritti per il primo biennio, abbiamo venduto i diritti del 2012-2015 con un sensibile aumento. Dentro l’assemblea va costruito l’accordo per trovare una soluzione che abbia una vasta maggioranza. I nodi da sciogliere? Quelli grandi li abbiamo affrontati e risolti, c’è davanti il problema di impostare i ragionamenti per dividere i proventi 2012-2015, guardare ad una serie di sponsorizzazioni collettive, nel frattempo abbiamo rinnovato con Nike per i palloni dei prossimi anni”.

\r\nTra i tanti temi trattati, la cui soluzione è stata semrpe rinviata, c’è il ritorno ad una serie A a 18 squadra, in merito alla quale Beretta chiarisce:\r\n

“La posizione della Lega sarà quella che verrà portata in discussione quando la maggioranza dell’assemblea la chiederà – dice il presidente della Lega – siamo stati già impegnati nei mesi scorsi con un tavolo di riforme aperto in Figc che ha confermato che con le regole in vigore nessuno è in grado di decidere per sé. Un numero diverso di squadre prevede un meccanismo ed un accordo anche con le altre Leghe, sono processi che devono essere avviati, innestati e che hanno un percorso decisionale complesso che non è solo nelle mani di un singolo soggetto. Sarebbe un utile elemento di riflessione ragionare anche sulle rose, ma tutto deve essere guardato con l’ottica di dare al calcio italiano il massimo di sostenibilità nel tempo ed un equilibrio economico guardando al fair play finanziario”.

\r\nIl 2011 sarà anche ricordato per i pasticci sulle vicende di Calciopoli e per il fallimento del tavolo della pace:\r\n

“E’ un problema che non è mai arrivato sul tavolo della Lega ed è giusto che non ci arrivi – dichiara ancora sollevato Maurizio Beretta – Inter e Juventus, dal mio punto di vista, sono due società che lavorano in Lega con grande capacità collaborativa”.

\r\nInfine, tornando a parlare della propria poltrona il numero uno della Lega chiarisce:\r\n

“Credo che sia importante che si trovi un accordo su un successore che soddisfi le società, che abbia un largo consenso, io aspetto solo un segnale in questa direzione per convocare l’assemblea elettiva, perché sarebbe ingiusto aprire una crisi al buio. Io faccio degli altri mestieri e, se arrivasse l’indicazione di un successore, sarei molto contento di lasciare e passare la mano, ma ribadisco sarebbe ingiusto verso i presidenti aprire una crisi senza un successore pronto ed è di questo che abbiamo sempre ragionato”.

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Pubblicato da
Alberto Zamboni